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Lunedì 5 giugno, vent'anni della Casa delle Donne

Era il 26 maggio del 1997, a un anno dalla nascita dell’Associazione Nondasola, quando abbiamo aperto il centro antiviolenza Casa delle Donne, in convenzione con il Comune di Reggio Emilia. Con l’emozione, l’entusiasmo e il batticuore che ci hanno accompagnato nell'impegno di dare vita e corpo a questo luogo al femminile. Con il desiderio che la Casa diventasse spazio di libertà e possibilità per le donne in situazioni di violenza e/o maltrattamento.

Dopo 20 anni possiamo dire che questo desiderio si è incarnato nelle tante donne che abbiamo accolto e ospitato, nella loro voglia di farcela, nella forza di riprendersi il controllo sulla propria vita, nella fiducia che hanno riposto nella relazione con noi. E su questa relazione – intesa come pratica politica tra donne – abbiamo fondato e consolidato il patrimonio di esperienza, sapere e pensiero che oggi in molti/e ci riconoscono.  E che noi per prime, con orgoglio, ci riconosciamo. 

Saranno quindi le voci, le parole delle donne che hanno abitato, insieme a noi, la Casa ad ‘animare’ il nostro intervento al Consiglio Comunale aperto, che si terrà Lunedì 5 giugno alle ore 15, in Sala Tricolore. Un’occasione per condividere con quelli/e che vorranno esserci una tappa importante nella vita della nostra città, iniziata e mantenuta fino a oggi grazie alla corrispondenza di intenti con donne che amministrano il territorio, alla passione e tenacia di tante operatrici e volontarie impegnate ogni giorno nel contrasto della violenza maschile sulle donne.

 

12 giugno: a Modena un seminario per parlare di buone pratiche nell'orientamento professionale di genere

Promosso dal Consorzio Anziani e non solo, Lunedì 12 giugno a Modena si terrà il seminario "L'orientamento professionale attento alle differenze culturali e di genere", nell'ambito del progetto europeo MOVE ON. Tra le buone pratiche presentate all'iniziativa anche l'orientamento al lavoro svolto all'interno dei centri antiviolenza per donne in percorsi di uscita da situazioni di maltrattamento/violenza. A raccontare questa proficua esperienza, Anna Colli dell'Associazione Nondasola, da oltre 10 anni referente dello sportello lavoro per il centro antiviolenza di Reggio Emilia. 

Scarica la locandina. 

Sabato 13 maggio - La prevenzione della violenza sulle donne raccontata da ragazze e ragazzi

Le ragazze e i ragazzi della classe 2H dell'Istituto Matilde di Canossa, nell'ambito del progetto "Corpo a corpo contro la violenza sulle donne" realizzato in collaborazione con Nondasola, saranno i/le protagoniste della mattina di sabato 13 maggio. L'appuntamento è dalle ore 9 presso l'Aula Magna dell'Istituto Canossa.

A partire dal testo curato dall'Associazione "Cosa c'entra l'amore?", condivideranno le loro riflessioni, le loro voci, il loro sguardo sul tema della violenza maschile e della relazione d'amore tra adolescenti. Restituendo il valore di un percorso di prevenzione della violenza in cui ognuno/a di loro si è messo/a in gioco per promuovere un cambiamento a partire da sè. 

Interverranno, a fianco di ragazzi e ragazze, l'Associazione Nondasola e l'Assessora alle Pari Opportunità del Comune di Reggio Emilia Natalia Maramotti.

Martedì 16 maggio torna l'appuntamento con la festa del progetto Lunenomadi

In collaborazione con il Comune di Reggio Emilia, le donne native e migranti del Progetto Lunenomadi dell'Associazione Nondasola, invitano tutte le cittadine a un momento di festa, incontro e leggerezza che si terrà Martedì 16 maggio dalle ore 15 presso Villa Cougnet (Via Adua, Reggio Emilia).

Un pomeriggio di colori, danze, profumi e sapori che valorizzano le differenze di vite, culture, orizzonti, provenienze quale possibilità di dialogo e reciproca conoscenza. Pratiche più che mai attuali e non scontate in un momento storico scandito da recinti, chiusure e nazionalismi.

Vi aspettiamo!! 

"Il femminicidio non è ineluttabile, Laura, Letizia e Nidia potevano e dovevano essere salvate"

Comunicato di D.i.Re, Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza

Tre donne uccise ieri, in un solo giorno: due femminicidi ad Ortona dove un ex marito ha ucciso non soltanto sua moglie Letizia Primiterra, ma anche – e non per caso - Laura Pezzella, la sua migliore amica, che l’aveva aiutata e sostenuta. Nidia Roana Loza Rodriguez è stata ammazzata nelle stesse ore a Camisano Vicentino dall'ex marito italiano, lascia una figlia di tre anni. 

Laura Primiterra si era rivolta a un Centro istituzionale finanziato dal Comune di Ortona, e successivamente ai carabinieri. Ma il rischio che Laura correva non è stato correttamente valutato dalle istituzioni cui si è rivolta. Togliere le donne dal pericolo di vita è possibile ed è compito e dovere di una società civile, delle istituzioni, di tutti i soggetti coinvolti nel prevenire e contrastare la violenza maschile.

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"Non più vittime del silenzio", uno spettacolo di danza intenso e commovente di prevenzione della violenza sulle donne

Venerdì 24 e sabato 25 Marzo al Teatro La Cavallerizza è stato presentato lo spettacolo di danza “Non più vittime del silenzio” nell'ambito del progetto Leggere per Ballare, frutto di una collaborazione tra Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, Assessorato Pari Opportunità e Associazione Nondasola.  Allievi e allieve delle diverse scuole di danza sotto la regia di Arturo Cannistrà hanno dato vita allo spettacolo inteso alla prevenzione della violenza maschile sulle donne a partire da testi classici e contemporanei dove la violenza nei riguardi delle donne appare  invisibile, invisibilità che si accompagna di solito a una scarsa documentazione storica, a una cancellazione del soggetto  femminile che già di per sé è violenza.

Cosa c’è di più comunicativo dell’incrocio tra le diverse arti (anche la musica ha qui un posto di rilievo) per un’attività di prevenzione che mostrando la vulnerabilità  e nel contempo la forza dei corpi femminili, mette  in discussione ruoli fissi e modelli stereotipati? Qui l’alleanza tra chi balla - ispirandosi a testi quali La Divina Commedia, I Promessi Sposi, Otello e Desdemona, La Ciociara, e altri - e i giovani spettatori e spettatrici che se li ritrovano come fosse la prima volta,  è decisiva per avviare una lettura critica e una riflessione trasformativa.

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"Il fatto non sussiste": se per riconoscere la violenza sessuale non basta un 'no'

Comunicato di D.i.Re la Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza sulla sentenza di Torino - 23 marzo 2017

La notizia che il tribunale di Torino ha assolto in primo grado un uomo accusato di violenza sessuale perché la vittima non ha gridato ma ha detto "No" e "Basta" ci riempie di angoscia.

Noi sappiamo che la reazione alla violenza non è uguale per tutte. Ognuna ha una reazione personale. Molte restano impietrite, annichilite dalla paura, dalla vergogna e dallo choc. Se per ottenere una condanna è necessario urlare, portare sul corpo gravi ed evidenti segni di violenza, tantissime, troppe non otterranno mai giustizia. Questa donna in particolare viene ora accusata di calunnia, perché secondo la giudice "il fatto non sussiste", e la sua versione dei fatti non sarebbe verosimile.

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