Ospitalità

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Ospitalità



La casa rifugio è concepita come un
luogo sicuro dove le donne possono abitare in autonomia, continuando le proprie attività quotidiane, lavorando, studiando, accudendo i propri figli; prendendo un momento di pausa per sottrarsi alla violenza, ripensando e riprogettando la propria vita.

L'Associazione gestisce due strutture residenziali di prima ospitalità: una destinata alle donne del Comune di Reggio Emilia, in convenzione con l'Amministrazione comunale, e una destinata alle donne delle zone sociali dei comuni della Provincia di Reggio Emilia, in convenzione con la Provincia di Reggio Emilia, ACER, AUSL di Reggio Emilia e le zone sociali del territorio provinciale.  

La casa rifugio si contraddistingue anche per alcune misure di sicurezza, necessarie a proteggere donne che il più delle volte vengono ricercate attivamente dal partner. Per sicurezza si intende la possibilità di non essere raggiunte da persone che si sono rivelate pericolose per sé e per i figli/e con  violenza, minacce e ricatti. La principale misura di sicurezza è costituita dalla segretezza dell’indirizzo che si cerca di mantenere in ogni modo, anche nei contatti istituzionali. Per lo stesso motivo le ospiti non possono ricevere visite durante la loro permanenza nel rifugio.

I bisogni delle ospiti vanno dalla ricerca dell’autonomia personale (casa o una nuova ospitalità presso strutture di seconda accoglienza; lavoro, ecc.) alle necessità sociosanitarie: un nuovo medico/pediatra di base (quando quello che avevano non è più raggiungibile o sicuro); una ginecologa o altre specialiste; un sostegno dall’assistente sociale, ecc. ma il bisogno principale rimane – come per le altre donne non ospitate – l’emersione del vissuto di violenza, il lavoro sulla propria protezione e quella dei propri/e figli/e, una separazione dei problemi per poterli affrontare adeguatamente, ecc.

Le donne ospitate, se lo desiderano, possono condividere  con le altre ospiti la loro storia, e questo aiuta a superare la vergogna e il senso di colpa, a cessare di sentirsi le uniche, le più sfortunate, le più “deboli”.

Possono entrare nella casa rifugio donne che abbiano già preso contatto con il centro. È preferibile che la donna abbia già instaurato una relazione significativa con l’operatrice del centro attraverso uno o più colloqui personali. Generalmente non si concordano ospitalità solo telefonicamente. 

I servizi offerti dall'area Accoglienza (consulenze professionali, Sportello Lavoro e Progetto "Microcredito Donna") possono essere attivati anche per le donne ospiti. 

 

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