Lunenomadi

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CUCIRE, INTRECCIARE PAROLE: Voci e Vite di Donne

“Ci siamo cercate per tanto, abbiamo intrecciato le mani,

 gli sguardi, tessute parole per dire, per dirci…

Vicine, accanto, tra noi, ci siamo date il tempo,

percorrendo un filo sottile, nella zona d’incontro, 

di scambio tra il chiaro e lo scuro..

E’ stato possibile dirsi che eravamo 

figlie di madri e questo cuciva le storie,

 le rendeva più vere, le faceva aderire a noi stesse”

 

 

Siamo donne native  e migranti che credono nella possibilità di costruire reti e alleanze tra donne delle diverse parti del mondo; crediamo nel valore della migrazione non solo come esperienza tesa a migliorare la “vita materiale” di chi emigra, ma anche come possibilità di ampliamento dei propri confini, di occasione di confronto, di avvicinamento, di contaminazione e meticciamento dei modelli culturali di riferimento di ciascuna. Nel 1999, mosse dal desiderio di conoscerci e di costruire insieme un luogo di incontro e di empowerment, abbiamo co-progettato quello che solo nel 2006, grazie al reperimento di risorse economiche è diventato il Progetto Lunenomadi. 

 

noi, “lunenomadi”, appassiona riflettere sulla migrazione femminile a partire dalla conoscenza e condivisione di vissuti per poi, successivamente, allargare lo sguardo, e l’azione,  sulle politiche di inclusione sociali esistenti. Amiamo fare rete sia con altre associazioni interculturali di donne presenti in Italia che con associazioni femminili di altre parti del mondo. Siamo impegnate a riconoscere e contrastare ogni forma di discriminazione  e razzismo; gestiamo un servizio di accoglienza rivolto alle migranti con l’obiettivo di scambiarci forza ed esperienze vuoi per affrontare momenti di difficoltà e spaesamento, vuoi per valorizzare le risorse di ciascuna, vuoi per costruire e tessere insieme nuove trame di cittadinanza e socialità. Durante il corso di questi anni il nostro gruppo di lavoro è stato luogo di transito per molte donne di tante nazionalità: alcune sono andate, alcune sono rimaste, altre sono arrivate, tutte hanno lasciato una traccia della loro presenza. Continuiamo a considerarci e a voler essere un gruppo mobile, per l’appunto un po’ nomade, e facciamo del “nomadismo” una cifra identitaria: amiamo il“movimento” e i possibili “movimenti”, interni ed esterni, siamo orientate a impegnarci nella composizione di nuove soggettività, multiple e complesse, a costruire nuove configurazioni di cittadinanza/e.  

 

 

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