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La depenalizzazione dell'aborto clandestino penalizza le donne

Il decreto legislativo 8, approvato dal Governo il 15 gennaio 2016 depenalizza il reato di aborto clandestino ma inasprisce le sanzioni amministrative. Mentre è prevista la cancellazione del reato penale per chi abortisce oltre i 90 giorni di gravidanza, per chi si sottopone clandestinamente all'interruzione entro i 90 giorni sarà condannata al pagamento di una multa dai 5.000 ad un massimo di 10.000 euro. Sanzione che potrebbe diventare, per donne con risorse economiche precarie, un deterrente al ricorso alle cure ospedaliere con gravi conseguenze sulla loro salute.

Leggi il comunicato stampa di D.i.Re. 

Una mozione del Consiglio Comunale di Reggio Emilia prende posizione nel dibattito sulla 'teoria gender'


Il 18 gennaio scorso la maggioranza del Consiglio comunale di Reggio Emilia ha approvato la mozione “Contro ogni forma di discriminazione e di violenza, in particolare quelle basate su genere e orientamento sessuale, per una estensione dei diritti civili. Per una corretta informazione sull'art. 16 della Legge 107/2015”. 

Una importante presa di posizione che, in linea con la Convenzione di Istanbul, rifiuta ogni strumentalizzazione politica o ideologica fondata sul concetto di 'gender', confermando l'impegno verso il pieno ed effettivo riconoscimento dei diritti di cittadinanza per tutti e tutte e il sostegno a politiche educative mirate al rispetto delle differenze e alla prevenzione di ogni forma di discriminazione basata sul genere o sull'orientamento sessuale.

Leggi la mozione.  

Sui fatti di Colonia...

Segnaliamo alcuni articoli pubblicati a seguito dei fatti di Colonia, che hanno visto, il 31 dicembre scorso, centinaia di donne subire molestie sessuali, palpeggiamenti, violenze nei pressi della stazione ferroviaria della città ad opera di un numeroso gruppo di uomini. Perchè i corpi delle donne aggredite e la violenza sessista subita non siano strumentalizzate per fomentare e giustificare politiche razziste e islamofobiche.  

Leggi l'articolo sul blog di Eretica. 

Leggi l'articolo di Giancarla Codrignani su Noi Donne. 

Leggi Ida Dominijanni su Internazionale. 

D.i.Re comunica l'annullamento dell'incontro nazionale di Paestum

Di seguito il comunicato stampa dei soggetti promotori dell'incontro nazionale di Paestum, previsto per gli inizi di Marzo, tra cui la Rete nazionale dei centriantiviolenza. 

Paestum  "PRIMA DI TUTTO LIBERE" - 4,5,6 Marzo 2016

Le donne e le associazioni che hanno promosso Paestum 2016 si sono riunite il 22 gennaio 2016 a Roma per una riflessione comune sulla situazione e sulle condizioni politiche e organizzative dell'incontro previsto per i primi di  marzo 2016.

Abbiamo convenuto sulla necessità di avere un tempo più lungo per una riflessione che valorizzi le differenze di ogni percorso ed individui i nessi, che sappiamo già esistenti, tra i vari ambiti sul tema della violenza. Pertanto l'incontro di Paestum "PRIMA DI TUTTE LIBERE" non avrà  luogo.

Rimarrà attivo il blog come spazio di discussione e riflessione.

D.i.Re Donne in rete contro la violenza, LUD – Libera Università delle Donne, Casa Internazionale delle Donne di Roma, SCOSSE- Associazione di promozione sociale, Associazione Leartemidi, Consultori Privati Laici

 

Il Pronto Soccorso si trasforma in trappola per le donne maltrattate

Un emendamento alla legge di stabilità toglie diritti e libertà alle donne picchiate che vanno al Pronto Soccorso. 

L’emendamento detto “Codice Rosa” n. 1.131 al ddl Atto della camera 3444 cd. Legge di Stabilità a firma Giuliani, Verini, Ferranti, Ermini, Gribaudo, Tartaglione, Bazoli, Amoddio, Mattiello, Zan, Campana, Guerini, Morani, Rostan, Pini, Locatelli, Galgano, Milanato, Polverini, D.Bianchi, minaccia la libertà e i diritti delle donne che subiscono violenza.

L’emendamento configura infatti un percorso obbligatorio, e a senso unico: una donna che si rivolge al Pronto Soccorso sarebbe automaticamente costretta un tracciato rigido, senza poter decidere autonomamente come agire per uscire dalla violenza, e si troverebbe di fronte  un magistrato o a un rappresentante della polizia giudiziaria prima ancora di poter parlare con una operatrice di un Centro Antiviolenza che la ascolti e la sostenga nelle sue libere decisioni. L’emendamento quindi mette in pericolo l’incolumità fisica e psichica delle donne che subiscono violenza maschile, e rischia di compromettere l’emersione del fenomeno.  Questo emendamento è frutto di un analfabetismo costituzionale, legislativo, sociale e culturale.

Leggi il testo completo dell'appello. 

 

"Uscire dalla violenza in tempo di crisi", lanciata la ricerca azione del Coordinamento regionale dei centri antiviolenza

In occasione della giornata internazionale contro la violenza sulle donne, il Coordinamento dei Centri antiviolenza della Regione Emilia-Romagna lancia il progetto di ricerca-azione “Uscire dalla violenza in tempo di crisi”, in collaborazione con la Regione Emilia Romagna, l’Associazione nazionale D.i.Re. (Donne in Rete contro la violenza) e Camst - azienda leader nel settore della ristorazione - da sempre impegnata in progetti volti a sostenere l’universo femminile. Il progetto si pone l’obiettivo di indagare quanto sta accadendo oggi in Italia, a seguito della crisi economica, in relazione al fenomeno della violenza di genere.

L’attuale crisi economica incide e se sì in che misura sulle violenze che le donne subiscono e in generale, sui comportamenti degli aggressori? Che cosa ha spostato nella vita delle donne, che si trovano in una situazione di violenza, la presenza di condizioni di vita così dure e difficili, determinate dall’attuale crisi economica? Che cosa va cambiato negli interventi dei soggetti che compongono le reti di sostegno per far fronte alle sfide che la situazione pone e dare risposte utili e appropriate alle donne che subiscono violenza? A queste e ad altre domande la ricerca cercherà di rispondere, colmando un vuoto conoscitivo su questo tema.

Scarica il comunicato stampa sulla ricerca-azione.

Scarica il comunicato stampa del Coordinamento per il 25 Novembre 

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