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Violenza contro le donne: è ancora una priorità del Governo?

L'attenzione dei media nazionali sembra essere principalmente concentrata sul dibattito relativo alle riforme costituzionali ma oggi 1° Agosto entra in vigore - piuttosto in sordina - la Convenzione di Istanbul a contrasto della violenza maschile di genere, ratificata dal nostro paese e quindi trattato internazionale vincolante. Come affronteremo l'obiettivo - che la Convenzione pone - di creare un quadro giuridico integrato per la prevenzione e protezione delle donne contro qualsiasi forma di violenza?

Un interessante articolo di Marina Calloni su 27ora del Corriere. 

 

Anche WAVE raccomanda al Governo italiano di sostenere i centri antiviolenza in applicazione della Convenzione di Istanbul

1° agosto 2014: entra in vigore in Italia la Convenzione di Istanbul che il nostro paese, assieme ad altri 12, ha ratificato. Trattato internazionale che nell'attività di contrasto e prevenzione alla violenza sulle donne riconosce il valore e la validità della metodologia dei tanti centri antiviolenza del privato sociale e a gestione femminile operanti in territorio europeo. Il Network internazionale WAVE, in occasione dell'approssimarsi di questa data, raccomanda anche al governo italiano di migliorare i servizi per le donne che subiscono violenza, potenziando i centri già esistenti, per lo più aderenti alla rete D.i.Re, in linea con lo spirito della Convenzione. 

Leggi il comunicato

Soddisfazione dei Centri antiviolenza dopo la mobilitazione sul riparto dei fondi

E' stata una tenace e colorata azione di protesta quella promossa da D.i.Re il 10 luglio scorso davanti alla sede della Conferenza Stato-Regioni, dove era in corso la discussione sullo schema del Decreto governativo sul riparto delle risorse finanziarie da destinare alla prevenzione e al contrasto delle violenza sulle donne, che, come ripetuto più volte, privilegia il sostegno alle reti istituzionali anzichè ai centri gestiti in maniera autonoma da donne.

La mobilitazione, non solo ha sollecitato la deputata, on. Delia Murer, a promuovere un'interrogazione alla Presidenza dei Ministri, insistendo sull'importanza di un maggior sostegno ai centri indipendenti già esistenti, ma ha anche spinto il Governo, nella persona della Ministra agli Affari Regionali, Lanzetta, a ricevere una delegazione dei Centri ed ascoltare le ragioni della protesta. 

Il risultato conseguente è la conferma della presenza di D.i.Re al tavolo tecnico che si insedierà la prossima settimana con l'obiettivo di rendere operativo il decreto sul riparto dei fondi. 

Continueremo quindi la nostra azione politica al femminile con passione e determinazione! 

Scarica la rassegna stampa nazionale 

Le donne dei Centri antiviolenza fanno sentire la loro voce al Governo

 

 

Oltre 70 donne provenienti dai Centri di tutta Italia per protestare contro il riparto proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contrasto alla violenza sulle donne che penalizza i Centri antiviolenza indipendenti. Tra queste anche una rappresentanza di Nondasola. 

Prima della manifestazione una conferenza stampa (clicca sopra per ascoltarla) per spiegare le ragioni della mobilitazione alla presenza di Titti Carrano, Presidente della Rete nazionale dei Centri antiviolenza, di altre rappresentanti dei Centri e della deputata Celeste Costantino. 

Violenza contro le donne: le preoccupanti mosse della politica italiana

La proposta del Governo di stanziare quasi tutti i 17 milioni di euro previsti dalle Legge 119 alle Regioni, prevedendo una cifra irrisoria ai centri antiviolenza che da 20 anni operano sul territorio con azioni di accoglienza e sostegno per migliaia di donne vittime violenza. Il decreto 92 (cosidetto 'svuotacarceri'), approvato il 28 giugno, che prevede per chi ha una pena detentiva non superiore ai tre anni - e quindi anche chi ha commesso reati di stalking e maltrattamento in famiglia - l'esonero dalla misura di custodia cautelare in galera. L'immobilismo che affligge il Piano nazionale antiviolenza. Cosa sta succedendo nel nostro paese? Al di là delle parole, quale orizzonte stanno delineando le politiche del Governo per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne? 

Un articolo apparso sul Manifesto di Luisa Betti fa il punto sull'attuale situazione politica che sembra segnare un'inversione rispetto alla cornice delineata dalla Convenzione di Istanbul. 

La proposta del governo sul riparto dei fondi contro la violenza sulle donne. Ai Centri una quota marginale.

Dal Sole24ore di domenica un'anteprima sulla ripartizione  dei fondi proposta dal Governo a contrasto della violenza sulle donne. Della somma complessiva di 17 milioni il 33% è destinato alla creazione di nuovi centri antiviolenza e case rifugio, mentre del restante 67%, l'80% va alle Regioni. Solo le briciole, ovvero 2,26 milioni, saranno ripartite in parti uguali tra i centri antiviolenza e le case rifugio esistenti, pubblici e privati. 

Una proposta che, ancora una volta, nega il riconoscimento del lavoro dei Centri antiviolenza che da anni intervengono efficacemente a sostegno delle donne che subiscono violenza, promuovono sensibilizzazione e cambiamento culturale, fanno rete con gli altri soggetti del territorio per offrire alle donne risposte più integrate ed efficaci. 

Per manifestare il nostro dissenso a questa proposta, aderiamo al comunicato di D.i.Re, la Rete Nazionale dei Centri antiviolenza, di cui siamo socie. 

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