Articoli d'interesse

Logo Nondasola

Bacheca "Articoli d'interesse"

Soddisfazione dei Centri antiviolenza dopo la mobilitazione sul riparto dei fondi

E' stata una tenace e colorata azione di protesta quella promossa da D.i.Re il 10 luglio scorso davanti alla sede della Conferenza Stato-Regioni, dove era in corso la discussione sullo schema del Decreto governativo sul riparto delle risorse finanziarie da destinare alla prevenzione e al contrasto delle violenza sulle donne, che, come ripetuto più volte, privilegia il sostegno alle reti istituzionali anzichè ai centri gestiti in maniera autonoma da donne.

La mobilitazione, non solo ha sollecitato la deputata, on. Delia Murer, a promuovere un'interrogazione alla Presidenza dei Ministri, insistendo sull'importanza di un maggior sostegno ai centri indipendenti già esistenti, ma ha anche spinto il Governo, nella persona della Ministra agli Affari Regionali, Lanzetta, a ricevere una delegazione dei Centri ed ascoltare le ragioni della protesta. 

Il risultato conseguente è la conferma della presenza di D.i.Re al tavolo tecnico che si insedierà la prossima settimana con l'obiettivo di rendere operativo il decreto sul riparto dei fondi. 

Continueremo quindi la nostra azione politica al femminile con passione e determinazione! 

Scarica la rassegna stampa nazionale 

Le donne dei Centri antiviolenza fanno sentire la loro voce al Governo

 

 

Oltre 70 donne provenienti dai Centri di tutta Italia per protestare contro il riparto proposto dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri per il contrasto alla violenza sulle donne che penalizza i Centri antiviolenza indipendenti. Tra queste anche una rappresentanza di Nondasola. 

Prima della manifestazione una conferenza stampa (clicca sopra per ascoltarla) per spiegare le ragioni della mobilitazione alla presenza di Titti Carrano, Presidente della Rete nazionale dei Centri antiviolenza, di altre rappresentanti dei Centri e della deputata Celeste Costantino. 

Violenza contro le donne: le preoccupanti mosse della politica italiana

La proposta del Governo di stanziare quasi tutti i 17 milioni di euro previsti dalle Legge 119 alle Regioni, prevedendo una cifra irrisoria ai centri antiviolenza che da 20 anni operano sul territorio con azioni di accoglienza e sostegno per migliaia di donne vittime violenza. Il decreto 92 (cosidetto 'svuotacarceri'), approvato il 28 giugno, che prevede per chi ha una pena detentiva non superiore ai tre anni - e quindi anche chi ha commesso reati di stalking e maltrattamento in famiglia - l'esonero dalla misura di custodia cautelare in galera. L'immobilismo che affligge il Piano nazionale antiviolenza. Cosa sta succedendo nel nostro paese? Al di là delle parole, quale orizzonte stanno delineando le politiche del Governo per contrastare il fenomeno della violenza sulle donne? 

Un articolo apparso sul Manifesto di Luisa Betti fa il punto sull'attuale situazione politica che sembra segnare un'inversione rispetto alla cornice delineata dalla Convenzione di Istanbul. 

La proposta del governo sul riparto dei fondi contro la violenza sulle donne. Ai Centri una quota marginale.

Dal Sole24ore di domenica un'anteprima sulla ripartizione  dei fondi proposta dal Governo a contrasto della violenza sulle donne. Della somma complessiva di 17 milioni il 33% è destinato alla creazione di nuovi centri antiviolenza e case rifugio, mentre del restante 67%, l'80% va alle Regioni. Solo le briciole, ovvero 2,26 milioni, saranno ripartite in parti uguali tra i centri antiviolenza e le case rifugio esistenti, pubblici e privati. 

Una proposta che, ancora una volta, nega il riconoscimento del lavoro dei Centri antiviolenza che da anni intervengono efficacemente a sostegno delle donne che subiscono violenza, promuovono sensibilizzazione e cambiamento culturale, fanno rete con gli altri soggetti del territorio per offrire alle donne risposte più integrate ed efficaci. 

Per manifestare il nostro dissenso a questa proposta, aderiamo al comunicato di D.i.Re, la Rete Nazionale dei Centri antiviolenza, di cui siamo socie. 

Wall of dolls: è una buona campagna contro la violenza sulle donne?

L'alta moda italiana contro la violenza sulle donne: nasce così WALL OF DOLLS, una campagna di sensibilizzazione che vede protagoniste le bambole "i giocattoli - nelle parole degli organizzatori - che hanno accompagnato spesso l’infanzia delle bambine; le bambole che per un giorno si trasformano in simbolo di una femminilità troppo spesso violata."

Cosa comunica questa campagna sulla cultura di disparità tra i sessi che sostiene la violenza maschile di genere? Nadia Somma, sul Fatto Quotidiano, propone un'analisi che ne mette in luce alcune criticità a partire dallo slogan della campagna: Non siamo SOLO bambole!

Leggi l'articolo. 

 

 

Strage di donne... ma l'Italia si ferma solo per i Mondiali

3 femminicidi a distanza di pochissimi giorni uno dall'altro: Motta Visconti, Siracusa, Savona. Donne uccise dai propri partner con una violenza brutale che quotidianamente segna il nostro paese ma che ancora fatica ad essere assunta quale priorità politica e sociale da affrontare nella cornice più ampia del ri-pensamento delle relazioni tra uomini e donne. 

Segnaliamo a questo proposito un interessante articolo di Monica Lanfranco pubblicato sul Fatto Quotidiano. 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Designed by andreabenassi.it