Articoli d'interesse

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Cosa sta succedendo? La ratifica della Convenzione di Istanbul è solo una mossa di facciata?

Un emendamento accolto da tutta la maggioranza in commissione Giustizia al Senato stabilisce che la custodia cautelare e i domiciliari possano scattare solo per i reati per cui è prevista una pena di cinque anni e non più di quattro. E per gli stalker il massimo è proprio quattro.

Gli ultimi casi sono quelli di Marina di Massa e Taurisano: donne uccise da uomini che non sopportano di essere lasciati. Tragedie di fronte alle quali si invocano misure più severe contro chi si rende responsabile di maltrattamenti in famiglia o perseguita l'ex partner. Invece gli stalker potrebbero ora non rischiare più né la custodia cautelare in carcere né gli arresti domiciliari.

Leggi l'articolo su Repubblica online. 

Ancora uomini che uccidono le donne in Emilia-Romagna - Ragazza di 20 anni uccisa a Parma

Mercoledì 17 Luglio 2013 - Comunicato Stampa

A meno di tre settimane di distanza dal rinvenimento del corpo di Silvia Caramazza a Bologna, si registra un nuovo caso di femicidio in Emilia-Romagna. Una ragazza di 20 anni, Michelle Campos Verde, è stata trovata morta ieri sera nella sua abitazione, in centro a Parma. Il corpo è stato ritrovato dalla madre, che ne aveva denunciato la scomparsa nel primo pomeriggio di ieri. Gli inquirenti hanno fermato il fidanzato, mentre era in fuga a Milano. Anche in questo caso, le prime testimonianze raccolte ci raccontano una storia di violenza che durava da tempo e che, come purtroppo tante altre, si è conclusa con la morte della donna.

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Il 2 Luglio è entrata in vigore la Convenzione di Istanbul

Il 2 Luglio è la data dell'entrata in vigore nel nostro paese della Convenzione del Consiglio d'Europa sulla prevenzione e la lotta contro la violenza nei confronti delle donne e la violenza domestica, con Legge 77 del 27 giugno 2013.

Leggi il testo della Convenzione dal sito della Gazzetta Ufficiale. 

Il 13 luglio compirà gli anni. Chiederà ai leader mondiali il diritto allo studio per bambini e bambine.

Tra pochi giorni, il 13 luglio, Malala Yousafzai, la quindicenne pachistana sopravvissuta ad un attentato dei talebani lo scorso ottobre, terrà il suo primo discorso in pubblico. Non parlerà però dal suo Paese, il Pakistan, dove i miliziani che le spararono alla testa sul bus della scuola hanno minacciato che ci riproveranno, dove il mese scorso 14 studentesse sono state assassinate da attentatori suicidi (tra cui una donna) e dove, a marzo, anche una maestra è stata uccisa.

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Graffiti in Piazza Tahrir raccontano la violenza sulle donne

Zeroviolenzadonne pubblica un articolo sulle sistematiche violenze sessuali subite dalle tante donne, egiziane e non, che hanno preso parte alle proteste di piazza prima per la caduta di Mubarak e poi contro il regime della Fratellanza musulmana di Morsi. 

Oltre alla coraggiosa reazione delle associazioni femministe e di alcuni gruppi di manifestanti a sostegno delle donne abusate, i muri di Piazza Tahrir sono diventati luogo privilegiato della narrazione di questa violenza, ancora una volta utilizzata come 'arma di guerra' per escludere le donne dallo spazio pubblico.

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