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"Non più vittime del silenzio", uno spettacolo di danza intenso e commovente di prevenzione della violenza sulle donne

Venerdì 24 e sabato 25 Marzo al Teatro La Cavallerizza è stato presentato lo spettacolo di danza “Non più vittime del silenzio” nell'ambito del progetto Leggere per Ballare, frutto di una collaborazione tra Federazione Nazionale Associazioni Scuole di Danza, Assessorato Pari Opportunità e Associazione Nondasola.  Allievi e allieve delle diverse scuole di danza sotto la regia di Arturo Cannistrà hanno dato vita allo spettacolo inteso alla prevenzione della violenza maschile sulle donne a partire da testi classici e contemporanei dove la violenza nei riguardi delle donne appare  invisibile, invisibilità che si accompagna di solito a una scarsa documentazione storica, a una cancellazione del soggetto  femminile che già di per sé è violenza.

Cosa c’è di più comunicativo dell’incrocio tra le diverse arti (anche la musica ha qui un posto di rilievo) per un’attività di prevenzione che mostrando la vulnerabilità  e nel contempo la forza dei corpi femminili, mette  in discussione ruoli fissi e modelli stereotipati? Qui l’alleanza tra chi balla - ispirandosi a testi quali La Divina Commedia, I Promessi Sposi, Otello e Desdemona, La Ciociara, e altri - e i giovani spettatori e spettatrici che se li ritrovano come fosse la prima volta,  è decisiva per avviare una lettura critica e una riflessione trasformativa.

Cosa c’è di più bello dei corpi in scena (sono cento giovani e giovanissimi/e che hanno investito tempo e passione in questo progetto)  che attraverso il linguaggio della danza  gridano  il loro desiderio di libertà, dove i gesti, le espressioni, i passi sono simbolicamente pesanti e vorremmo dire pensanti? Cosa c’è di più struggente del rivivere le emozioni di testi noti accompagnati dalla suggestione fisica, corporea di un’opportunità di cambiamento che attraversa tutto lo spettacolo a partire dalla dichiarazione iniziale che cita la Convenzione di Istanbul e finisce con le donne che si sollevano e danzano la libertà e trova la sua conferma in quel NON PIU’ anteposto al titolo?

Chi ha avuto la fortuna di assistere allo spettacolo (770 spettatori e spettatrici) ha sentito circolare tensione, interesse, emozioni e intensa partecipazione.

L’Associazione, in continuità con l’attività di prevenzione, ha accompagnato in questi mesi classi, grazie alla collaborazione con gli insegnanti, nel percorso di esplorazione e scoperta dell’odierna violenza maschile sulle donne con uno sguardo attento al passato per non perdere il filo della nostra storia. 

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