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"Tangoliberatutte" percorsi di uscita dalla violenza a passo di tango

Ancora una volta la creatività e la tenacia delle donne hanno creato opportunità e possibilità per altre donne. Grazie ai fondi raccolti con il progetto biennale “Tangoliberatutte”, ideato e voluto da Donata Bisi, Rossana Capasso e Simona Turci, la nostra Associazione ha sostenuto, con maggior agio, i percorsi di autonomia delle donne ospiti nella nostra struttura di post-ospitalità (in media 5 all'anno), l’aiuto ai loro figli e figlie per il sostegno scolastico, educativo e ricreativo, la realizzazione di momenti di socializzazione e di conoscenza delle risorse del territorio.

A fianco di queste opportunità concrete, che hanno messo le donne nelle condizioni di ricostruirsi una vita per sé e i loro figli, resta altrettanto ‘tangibile’ il guadagno di libertà e desiderio di queste donne, che è il guadagno di tutte noi. 

 

 

Un anno del progetto "La stoffa delle donne"

Durante il 2015 il progetto laboratoriale di sartoria, principalmente grazie al sostegno di Fondazione Generali e un'altra fondazione d'impresa, è proseguito ed è cresciuto, dando forma a percorsi nuovi con hanno l’obiettivo di favorire l’empowerment e l’autonomia delle donne ed il lavoro di rete con altre realtà territoriali.

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L'otto per mille della Chiesa Valdese sostiene il progetto Lunenomadi

Grazie al contributo dell'Otto per mille della Chiesa Valdese, riconosciuto per l'anno 2015 al Progetto "Lunenomadi" dell'Associazione Nondasola, abbiamo potenziato le attività di accoglienza rivolte a donne migranti che hanno il bisogno o il desiderio di condividere e trovare un sostegno rispetto a discriminazioni legate alla condizione di migrante. Questo ha significato poter attivare e realizzare un numero maggiore di percorsi individuali, calibrati sui bisogni delle singole donne, ed estenderne per alcuni la temporalità. Sul versante delle attività di gruppo finalizzate a rafforzare l'integrazione e la conoscenza del contesto territoriale da parte delle donne migranti, il sostegno della Chiesa Valdese ha permesso la realizzazione di ulteriori azioni per l'apprendimento della lingua italiana da un lato, e dall'altro, azioni per l'avvicinamento al mondo del lavoro, fornendo strumenti, informazioni e competenze utili a individuare opportunità formative e/o professionali esterne. Le attività hanno complessivamente sostenuto 45 donne migranti. 

Quali progressi in ambito UE sull'uguaglianza di genere?

L'indice sull'uguaglianza di genere 2015, presentato il 25 giugno a Bruxelles dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), rileva che l'Unione europea ha percorso solo la metà del cammino iniziato nel 2005 verso una società rispettosa dell'uguaglianza di genere. L'indice sull'uguaglianza di genere si articola su sei domini principali (lavoro, denaro, conoscenza, tempo, potere e salute) e due domini satellite (violenza contro le donne e disuguaglianze intersezionali). Esso si basa sulle priorità politiche dell'UE e valuta l'impatto delle politiche in materia di uguaglianza di genere nell'Unione europea e da parte degli Stati membri nel tempo.

Nell'indice sull'uguaglianza di genere del 2015, il dominio del potere riflette le maggiori conquiste, con un aumento del valore da 31,4 su 100 nel 2005 a 39,7 nel 2012. Nonostante ciò, gli uomini continuano a essere sovra-rappresentati ai vertici dei processi decisionali in tutti gli Stati membri, in ambito sia politico che economico.

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Il 25 Aprile di Nondasola

In occasione della festa del 25 aprile, a 70 anni dalla liberazione dell'Italia dal nazifascismo, la Presidente di Nondasola Carmen Marini, a nome di tutta l'Associazione, ha consegnato una lettera a Laura Boldrini, Presidente della Camera, ospite a Casa Cervi a Gattatico di Reggio Emilia. Una lettera che esprime apprezzamento e vicinanza per una modalità di intendere e praticare la politica istituzionale nel segno della 'differenza femminile', ma anche la preoccupazione che il nuovo Piano Nazionale antiviolenza, al vaglio del Governo, possa disconoscere i saperi, l'esperienza e le pratiche maturati dai centri antiviolenza di matrice femminista, da sempre al fianco delle donne nei loro percorsi di 'liberazione' dalla violenza. 

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Anche la Rete Nazionale dei Centri Antiviolenza - Dire - ha riaffermato la propria posizione critica sul Piano antiviolenza, indirizzando una lettera all'On. Martelli, che riassume ed articola i tre principali motivi di preoccupazione e delusione: il depotenziamento dei centri antiviolenza; i sistemi di governance locali; e la ripartizione dei fondi nazionali.

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8 Marzo 2015 - Non possiamo dirci soddisfatte

In questo 8 Marzo il Coordinamento dei Centri antiviolenza dell'Emilia Romagna, in un comunicato, coglie l'occasione per ricordare non solo le conquiste e i traguardi raggiunti nel contrasto alla violenza maschile di genere ma soprattutto le sfide che la violenza continua a porre alla società civile, alle istituzioni, alla politica. I numeri dei Centri indicano che le donne continuano a subire violenza e a morire per mano maschile, senza flessioni rispetto agli anni precedenti. 

Del resto l'Istituto Europeo per l'Uguaglianza di Genere ha recentemente pubblicato un report stimando i costi sociali ed economici della violenza sulle donne nell'Unione Europea, costi allarmanti che pesano sul benessere e sul buon funzionamento della società tutta. 

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