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San Martino in Rio: un impegno concreto del nuovo Consiglio comunale contro la violenza sulle donne

In occasione della cerimonia di insediamento del nuovo Consiglio comunale di San Martino in Rio, i consiglieri neo-eletti hanno proposto di devolvere il gettone di presenza della seduta all'Associazione Nondasola, quale segnale forte di impegno nel contrasto alla violenza maschile sulle donne. Un fenomeno, che, oltre ai numerosi e atroci femminicidi delle ultime settimane, continua a negare diritti e libertà a tante donne del nostro territorio, come confermano i dati delle donne accolte dal nostro centro antiviolenza. 

Se il feminicidio suscita solo indignazione...

L’indignazione di fronte ai femicidi – troppi – non basta. E’ una silenziosa e sanguinosa strage alimentata da una cultura in cui l’amore si coniuga con la possessione e allora tutto diventa possibile anche massacrare la fidanzata, la compagna, la madre dei nostri figli perché intende lasciarci.

Possiamo cambiare la cultura che porta ai femicidi. Occorre uscire allo scoperto e dir-ci che noi adulti, tutte e tutti, facciamo parte di questo umano consorzio,  che i mostri e le vittime nascono dentro le nostre relazioni, che non è l’amore che è malato, sono malate le nostre proiezioni e le nostre viltà. Occorre che ci sia un NOI che prenda a cuore la relazione maschile femminile, che in questa relazione investa, per non continuare a farci derubare della libertà di autodeterminarci. 

Condividiamo anche l’articolo di Bia Sarasini sul Manifesto e di Chiara Saraceno su Repubblica

"Tangoliberatutte" percorsi di uscita dalla violenza a passo di tango

Ancora una volta la creatività e la tenacia delle donne hanno creato opportunità e possibilità per altre donne. Grazie ai fondi raccolti con il progetto biennale “Tangoliberatutte”, ideato e voluto da Donata Bisi, Rossana Capasso e Simona Turci, la nostra Associazione ha sostenuto, con maggior agio, i percorsi di autonomia delle donne ospiti nella nostra struttura di post-ospitalità (in media 5 all'anno), l’aiuto ai loro figli e figlie per il sostegno scolastico, educativo e ricreativo, la realizzazione di momenti di socializzazione e di conoscenza delle risorse del territorio.

A fianco di queste opportunità concrete, che hanno messo le donne nelle condizioni di ricostruirsi una vita per sé e i loro figli, resta altrettanto ‘tangibile’ il guadagno di libertà e desiderio di queste donne, che è il guadagno di tutte noi. 

 

 

Un anno del progetto "La stoffa delle donne"

Durante il 2015 il progetto laboratoriale di sartoria, principalmente grazie al sostegno di Fondazione Generali e un'altra fondazione d'impresa, è proseguito ed è cresciuto, dando forma a percorsi nuovi con hanno l’obiettivo di favorire l’empowerment e l’autonomia delle donne ed il lavoro di rete con altre realtà territoriali.

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L'otto per mille della Chiesa Valdese sostiene il progetto Lunenomadi

Grazie al contributo dell'Otto per mille della Chiesa Valdese, riconosciuto per l'anno 2015 al Progetto "Lunenomadi" dell'Associazione Nondasola, abbiamo potenziato le attività di accoglienza rivolte a donne migranti che hanno il bisogno o il desiderio di condividere e trovare un sostegno rispetto a discriminazioni legate alla condizione di migrante. Questo ha significato poter attivare e realizzare un numero maggiore di percorsi individuali, calibrati sui bisogni delle singole donne, ed estenderne per alcuni la temporalità. Sul versante delle attività di gruppo finalizzate a rafforzare l'integrazione e la conoscenza del contesto territoriale da parte delle donne migranti, il sostegno della Chiesa Valdese ha permesso la realizzazione di ulteriori azioni per l'apprendimento della lingua italiana da un lato, e dall'altro, azioni per l'avvicinamento al mondo del lavoro, fornendo strumenti, informazioni e competenze utili a individuare opportunità formative e/o professionali esterne. Le attività hanno complessivamente sostenuto 45 donne migranti. 

Quali progressi in ambito UE sull'uguaglianza di genere?

L'indice sull'uguaglianza di genere 2015, presentato il 25 giugno a Bruxelles dall'Istituto europeo per l'uguaglianza di genere (EIGE), rileva che l'Unione europea ha percorso solo la metà del cammino iniziato nel 2005 verso una società rispettosa dell'uguaglianza di genere. L'indice sull'uguaglianza di genere si articola su sei domini principali (lavoro, denaro, conoscenza, tempo, potere e salute) e due domini satellite (violenza contro le donne e disuguaglianze intersezionali). Esso si basa sulle priorità politiche dell'UE e valuta l'impatto delle politiche in materia di uguaglianza di genere nell'Unione europea e da parte degli Stati membri nel tempo.

Nell'indice sull'uguaglianza di genere del 2015, il dominio del potere riflette le maggiori conquiste, con un aumento del valore da 31,4 su 100 nel 2005 a 39,7 nel 2012. Nonostante ciò, gli uomini continuano a essere sovra-rappresentati ai vertici dei processi decisionali in tutti gli Stati membri, in ambito sia politico che economico.

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