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Ancora sulla violenza sessuale contro le donne

Reggio Emilia, 9 Agosto 2018

Comunicato stampa

Non uscire, non frequentare certi spazi della città, non bere, non dare confidenza, non divertirti, attenta a come ti vesti,  non VIVERE! 

In queste ultime settimane, nel nostro paese e nella nostra città, ancora episodi di violenza sessuale in spazi pubblici a danno delle donne, della loro e della nostra libertà. Ma notizie simili ci arrivano anche da altri paesi europei, che però si stanno muovendo per garantire, nei fatti e non solo a parole, il diritto delle donne a vivere libere dalla violenza. 

“Non tacere, perché se lo fai ti stai lasciando sopraffare. Nessuno dovrebbe passare attraverso questo. Nessuno dovrebbe rimpiangere di aver bevuto qualcosa, di parlare con la gente a una festa, di tornare a casa da solo o di indossare una minigonna”. Queste le parole scritte dalla donna vittima di uno stupro di gruppo, che, in Spagna, ha recentemente suscitato un’ondata di proteste. E, in risposta, il governo socialista di Sanchez sta per introdurre una nuova legge che prevederà il principio del consenso esplicito: se una donna non dice chiaramente sì al rapporto sessuale, quest’ultimo sarà considerato stupro. 

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Giovedì 26 Luglio 2018 ore 20.30 - Una passeggiata silenziosa in solidarietà della ragazza stuprata nella nostra città

Reggio Emilia, 25 Luglio 2018

Comunicato stampa

L’Associazione Nondasola, presidio cittadino contro la violenza alle donne, esce dalla Casa per andare nelle strade e precisamente per segnare con la solidarietà femminile il luogo che ha visto agire una violenza sessuale su una giovane donna domenica scorsa.

Noi che continuiamo a lottare contro la cultura machista che non ha nazionalità, né colore,  vogliamo ribadire con forza che il corpo delle donne non è a disposizione di chiunque e che ogni atto sessuale si fonda sempre e solo sul reciproco consenso.

Infatti Nondasola continua a promuovere una prevenzione che coinvolge ragazze e ragazzi in percorsi esperienziali e di riflessione per rintracciare insieme le radici della cultura dello stupro che si oppone alla cultura della vita.

“Perché io?” “ Perché proprio a me?” “Per nessuna ragione particolare” come ricorda il tiolo di una nostra recente pubblicazione.

Essere donne espone a una violenza che è reato. Ci vuole immaginazione per il cambiamento della relazione tra i sessi, ci vuole immaginazione politica  per una nuova ‘polis’. Riuscire a immaginare una città diversa e un diverso modo di abitarne gli spazi privati e pubblici.

Per questo invitiamo tutti, donne e uomini di questa città, a una passeggiata silenziosa giovedì 26 luglio ore 20.30 partendo da via Petit Bon. 

 

Nondasola saluta Ambra Anceschi

Cara Ambra,  

Noi compagne e amiche non potremo più specchiarci nella tua naturale eleganza, non priva di un tocco di originalità, rifugiarci nello spazio giocoso della tua ironia, confrontarci nello spazio aperto della tua libertà di pensiero. Non ci stancheremo mai di ricordare il tuo stare nella dimensione pubblica senza mai dimenticare le ragioni di una scelta politica dalla parte delle donne che avevi eletto a pratica di vita, di fare nostro il tuo sguardo allegro e scanzonato che accoglieva senza giudizio e quel modo,  tutto tuo,  di far sentire l’altra importante perché sapevi cogliere con immediatezza ciò che pulsava dietro l’apparenza.

La tua morte è uno strappo ingiusto, ma ancora più ingiusto è stato il tempo lungo di una malattia che ha lacerato una trama di racconti, una consuetudine di incontri e ha spaccato il tempo delle nostre diverse esistenze e le ha divise.

Ciao, compagna meravigliosa dei giorni tristi e dei giorni allegri! La tua vitalità era più forte della malattia e due giorni prima di lasciarci ci hai inviato questo sms: “Stavo provando un gioco, andavo lentamente sul mio vialetto a occhi chiusi. Fantasticavo di essere sul materassino in mezzo al mare. Ma un uccello mi ha cacato addosso. La fortuna è mal distribuita.”

Custodiremo nel cuore le immagini di Ambra ballerina, della donna agile e forte dalla chioma rossa , insieme alla devozione alla vita -  la malattia dicevi mi ha tolto molto ma non tutto- e al coraggio della resistente che ha saputo rilanciare in leggerezza e ironia, su un piano più alto e insieme più profondo, il senso dei suoi giorni. 

 

AMBRA ANCESCHI è stata  socia storica e attivista di Nondasola, ha lavorato per anni alla Casa delle Donne, con lei abbiamo condiviso passaggi e momenti di crescita  importanti della nostra Associazione. Ci ha lasciato martedì 29 maggio 2018.

 

La doppia violenza subita dalle donne migranti

L'Osservatorio sulla migrazione femminile del Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna, di cui Nondasola fa parte, attraverso il progetto Lunenomadi mirato all'empowerment della relazione tra donne native e migranti, prende posizione rispetto alla doppia discriminazione subita dalle donne migranti. Donne che nei loro percorsi migratori devono fare i conti con la violenza sessista e razzista, dei paesi di partenza, transito e arrivo, quella domestica, della comunità, quella istituzionale ed economica. Una violazione inaccettabile dei loro diritti, umani e di cittadinanza. 

E' per contrastare questo sistema che i centri antiviolenza fanno sentire forte la loro voce a fianco di queste donne, perchè la libertà è di tutte o non è. 

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Novembre 2017: al via la campagna di prevenzione contro la violenza maschile sulle donne promossa da studenti e studentesse del Liceo Canossa

Comunicato stampa, 20 novembre 2017

“Abbiamo scelto dei manifesti semplici con frasi dirette per raggiungere lo scopo di mostrare che in amore nulla è da dare per scontato. Una violenza può essere interrotta con il risuono delle parole che abbiamo scelto proprio come sirene d’allarme.”

Con queste parole le ragazze e i ragazzi della 3H del Liceo Matilde di Canossa di Reggio Emilia raccontano la campagna di prevenzione contro la violenza maschile sulle donne lanciata oggi negli istituti di istruzione superiore di Reggio Emilia attraverso la creazione di 5 manifesti. Dopo un percorso di prevenzione durato un intero anno scolastico con l’Associazione Nondasola, studenti e studentesse hanno deciso di mandare un messaggio ai/lle loro coetanei/e: la violenza sulle donne e sulle ragazze può essere contrastata se, nella quotidianità delle relazioni affettive, si riescono a riconoscere, ascoltare, svelare piccoli gesti e modalità che parlano di controllo, ricatto, possesso, disparità. 

“Nei manifesti c’è anche un simbolo non scontato: un uguale che mette al pari l’uomo e la donna, ma anche stesse gambe che vanno insieme verso una stessa direzione. Gambe che rappresentano una scelta: nessuno prevale sull'altro ma insieme camminano con lo stesso passo.”

Camminare insieme, maschi e femmine, con lo stesso passo: è in questa scelta, non scontata, che i ragazzi e le ragazze della 3H scorgono la possibilità e la responsabilità di relazioni più libere e felici.

I Manifesti sono promossi in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale, il Comune di Reggio Emilia. 

Insieme per Marta

Reggio Emilia, 15 giugno 2017

L’Associazione Nondasola, donne insieme contro la violenza, vuole ricordare, nel giorno del suo compleanno, Marta Ligabue, socia fondatrice che ci ha lasciato il luglio scorso. E con lei, la passione e lo slancio per la libertà delle donne che hanno sostenuto i suoi vent'anni di impegno incrollabile alla Casa delle donne. 

Di concerto con il marito Enrico Banfi e i figli, Francesco e Alessandra, che hanno contribuito fattivamente affiancandosi a Nondasola, abbiamo scelto di intitolare a Marta una borsa di studio, di durata biennale, rivolta a giovani donne (figlie di donne ospiti o accolte) per sostenerle nella loro formazione scolastica, culturale e personale.  Iniziativa sostenuta anche con i fondi dell'Otto per Mille Chiesa Valdese nell'ambito del progetto del ventennale di Nondasola. 

Marta sapeva bene come la violenza maschile a cui figli e figlie assistono possa incidere sulle loro capacità di concentrazione e il loro successo scolastico: il contesto familiare, lungi dall'essere un luogo sicuro e tranquillo, è segnato da una quotidianità densa di paura e tensione che rende impossibile  mantenere un adeguato impegno scolastico.

La scuola è stato il primo mondo di Marta, l’approdo naturale del suo spendersi a favore della nostra comunità. E’ stata docente di Lettere al Liceo Moro, per tanti anni stimata collega e insegnante molto amata. Per questo, nel quotidiano impegno di accoglienza delle donne al centro antiviolenza, Marta ha sempre mostrato un’attenzione affettuosa e paziente ai loro figli e figlie a cui dedicava tempo e, se necessario,  la sua competenza di insegnante esperta.

Il ricordo punge e la tua memoria non ci lascia, cara Marta. Allora noi compagne e amiche di Nondasola vogliamo, con questa borsa di studio, mantenere vive la passione intellettuale e la forza operativa che hai ardentemente intrecciato nell'insegnamento a scuola e nella cura  verso le donne e i figli/e accolti/e presso la Casa delle Donne.  

 

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