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Nondasola saluta Ambra Anceschi

Cara Ambra,  

Noi compagne e amiche non potremo più specchiarci nella tua naturale eleganza, non priva di un tocco di originalità, rifugiarci nello spazio giocoso della tua ironia, confrontarci nello spazio aperto della tua libertà di pensiero. Non ci stancheremo mai di ricordare il tuo stare nella dimensione pubblica senza mai dimenticare le ragioni di una scelta politica dalla parte delle donne che avevi eletto a pratica di vita, di fare nostro il tuo sguardo allegro e scanzonato che accoglieva senza giudizio e quel modo,  tutto tuo,  di far sentire l’altra importante perché sapevi cogliere con immediatezza ciò che pulsava dietro l’apparenza.

La tua morte è uno strappo ingiusto, ma ancora più ingiusto è stato il tempo lungo di una malattia che ha lacerato una trama di racconti, una consuetudine di incontri e ha spaccato il tempo delle nostre diverse esistenze e le ha divise.

Ciao, compagna meravigliosa dei giorni tristi e dei giorni allegri! La tua vitalità era più forte della malattia e due giorni prima di lasciarci ci hai inviato questo sms: “Stavo provando un gioco, andavo lentamente sul mio vialetto a occhi chiusi. Fantasticavo di essere sul materassino in mezzo al mare. Ma un uccello mi ha cacato addosso. La fortuna è mal distribuita.”

Custodiremo nel cuore le immagini di Ambra ballerina, della donna agile e forte dalla chioma rossa , insieme alla devozione alla vita -  la malattia dicevi mi ha tolto molto ma non tutto- e al coraggio della resistente che ha saputo rilanciare in leggerezza e ironia, su un piano più alto e insieme più profondo, il senso dei suoi giorni. 

 

AMBRA ANCESCHI è stata  socia storica e attivista di Nondasola, ha lavorato per anni alla Casa delle Donne, con lei abbiamo condiviso passaggi e momenti di crescita  importanti della nostra Associazione. Ci ha lasciato martedì 29 maggio 2018.

 

La doppia violenza subita dalle donne migranti

L'Osservatorio sulla migrazione femminile del Coordinamento dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna, di cui Nondasola fa parte, attraverso il progetto Lunenomadi mirato all'empowerment della relazione tra donne native e migranti, prende posizione rispetto alla doppia discriminazione subita dalle donne migranti. Donne che nei loro percorsi migratori devono fare i conti con la violenza sessista e razzista, dei paesi di partenza, transito e arrivo, quella domestica, della comunità, quella istituzionale ed economica. Una violazione inaccettabile dei loro diritti, umani e di cittadinanza. 

E' per contrastare questo sistema che i centri antiviolenza fanno sentire forte la loro voce a fianco di queste donne, perchè la libertà è di tutte o non è. 

Leggi il comunicato stampa. 

 

Novembre 2017: al via la campagna di prevenzione contro la violenza maschile sulle donne promossa da studenti e studentesse del Liceo Canossa

Comunicato stampa, 20 novembre 2017

“Abbiamo scelto dei manifesti semplici con frasi dirette per raggiungere lo scopo di mostrare che in amore nulla è da dare per scontato. Una violenza può essere interrotta con il risuono delle parole che abbiamo scelto proprio come sirene d’allarme.”

Con queste parole le ragazze e i ragazzi della 3H del Liceo Matilde di Canossa di Reggio Emilia raccontano la campagna di prevenzione contro la violenza maschile sulle donne lanciata oggi negli istituti di istruzione superiore di Reggio Emilia attraverso la creazione di 5 manifesti. Dopo un percorso di prevenzione durato un intero anno scolastico con l’Associazione Nondasola, studenti e studentesse hanno deciso di mandare un messaggio ai/lle loro coetanei/e: la violenza sulle donne e sulle ragazze può essere contrastata se, nella quotidianità delle relazioni affettive, si riescono a riconoscere, ascoltare, svelare piccoli gesti e modalità che parlano di controllo, ricatto, possesso, disparità. 

“Nei manifesti c’è anche un simbolo non scontato: un uguale che mette al pari l’uomo e la donna, ma anche stesse gambe che vanno insieme verso una stessa direzione. Gambe che rappresentano una scelta: nessuno prevale sull'altro ma insieme camminano con lo stesso passo.”

Camminare insieme, maschi e femmine, con lo stesso passo: è in questa scelta, non scontata, che i ragazzi e le ragazze della 3H scorgono la possibilità e la responsabilità di relazioni più libere e felici.

I Manifesti sono promossi in collaborazione con l’Ufficio Scolastico Regionale e Provinciale, il Comune di Reggio Emilia. 

Insieme per Marta

Reggio Emilia, 15 giugno 2017

L’Associazione Nondasola, donne insieme contro la violenza, vuole ricordare, nel giorno del suo compleanno, Marta Ligabue, socia fondatrice che ci ha lasciato il luglio scorso. E con lei, la passione e lo slancio per la libertà delle donne che hanno sostenuto i suoi vent'anni di impegno incrollabile alla Casa delle donne. 

Di concerto con il marito Enrico Banfi e i figli, Francesco e Alessandra, che hanno contribuito fattivamente affiancandosi a Nondasola, abbiamo scelto di intitolare a Marta una borsa di studio, di durata biennale, rivolta a giovani donne (figlie di donne ospiti o accolte) per sostenerle nella loro formazione scolastica, culturale e personale.  Iniziativa sostenuta anche con i fondi dell'Otto per Mille Chiesa Valdese nell'ambito del progetto del ventennale di Nondasola. 

Marta sapeva bene come la violenza maschile a cui figli e figlie assistono possa incidere sulle loro capacità di concentrazione e il loro successo scolastico: il contesto familiare, lungi dall'essere un luogo sicuro e tranquillo, è segnato da una quotidianità densa di paura e tensione che rende impossibile  mantenere un adeguato impegno scolastico.

La scuola è stato il primo mondo di Marta, l’approdo naturale del suo spendersi a favore della nostra comunità. E’ stata docente di Lettere al Liceo Moro, per tanti anni stimata collega e insegnante molto amata. Per questo, nel quotidiano impegno di accoglienza delle donne al centro antiviolenza, Marta ha sempre mostrato un’attenzione affettuosa e paziente ai loro figli e figlie a cui dedicava tempo e, se necessario,  la sua competenza di insegnante esperta.

Il ricordo punge e la tua memoria non ci lascia, cara Marta. Allora noi compagne e amiche di Nondasola vogliamo, con questa borsa di studio, mantenere vive la passione intellettuale e la forza operativa che hai ardentemente intrecciato nell'insegnamento a scuola e nella cura  verso le donne e i figli/e accolti/e presso la Casa delle Donne.  

 

Il lavoro di prevenzione di Nondasola sul Manifesto

Il Supplemento del Manifesto, in edicola il 20 settembre, dedicato a scuola, educazione, riforma del governo Renzi e al terzo appuntamento di "Educare alle differenze" tenutosi a Bologna il 24 e 25 settembre, ospita un articolo a firma del Gruppo Scuola dell'Associazione Nondasola.

Un gruppo impegnato, dal 1999, in un'attività di prevenzione, politica ancor prima che educativa, con ragazzi e ragazze, la quale, a partire dalle loro esperienze/vissuti e immaginari, scommette sul cambiamento culturale, sul farsi largo di pratiche relazionali e ordini discorsivi che rendano possibile il gioco della libertà, reciprocamente, per (giovani) uomini e donne. Da tempo abbiamo accolto l'appello del Manifesto "Fate i cattivi", se per cattivi - o nel nostro caso 'cattive' - si intende sottoporre a sguardo critico e interrogare, quotidianamente, il contesto in cui viviamo, a rintracciare e disfare i fili invisibili e visibili a sostegno della violenza maschile sulle donne.  

Leggi l'articolo. 

 

Al via la campagna di comunicAzione di Nondasola nel centro storico di Reggio

Cominciamo da qui, la città ha bisogno di voi. Quattro striscioni nel centro della nostra città per promuovere una riflessione condivisa sulla violenza maschile contro le donne.

Negli ultimi mesi numerosi sono stati i fatti di cronaca atroci, dolorosi, tragici e nonostante tutto il nostro fare quotidiano ci siamo spesso sentite impotenti e senza parole per dire, per commentare, per smuovere opinioni. Come Associazione Nondasola che opera da vent’anni per il contrasto della violenza maschile, abbiamo pensato ad una comunic-azione pubblica, ingombrante, per le vie della città. Abbiamo formulato domande più e più volte ascoltate dalle donne accolte alla Casa delle Donne a cui non vogliamo dare risposte ma sollecitare altre domande, altre interrogazioni per condividere come la violenza neghi alle donne e ai loro figli/e un’esistenza dignitosa. Domande che vogliono portare all’evidenza la sotterranea e malsana trama che tiene insieme violenza sulle donne e legittimazione sociale dell’asimmetria tra i generi.

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