In dialogo con gli uomini

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In dialogo con gli uomini

"Prima della violenza" L'appello di Maschile plurale per una giornata nazionale contro la violenza maschile

La rete di uomini Maschile Plurale lancia l'appello "Prima della violenza" a tutti gli uomini che vogliono trasformare l'indignazione in opportunità di cambiamento, che desiderano al breve tempo mediatico della condanna e del cordoglio sostituire il tempo lento della riflessione, del dialogo, dell'ascolto e dell'interrogazione. Per promuovere una giornata nazionale, in autunno, che sia testimonianza incarnata di maggiore consapevolezza maschile che la violenza sulle donne chiama in causa ogni uomo. 

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Il femminicidio visto da Michele Serra, giornalista di Repubblica

La satirica e pungente penna di Repubblica, Michele Serra, scrive alcune riflessioni interessanti, dal punto di vista maschile, sul femminicidio, una 'pratica' il cui movente è da ricercarsi prima di tutto nell'immaginario culturale e che deve interrogare soprattutto la politica, ancor prima delle dottrine criminologiche, antropologiche o psichiche. 

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Un primo bilancio sulle esperienze con gli uomini maltrattanti

Stefano Ciccone, membro dell'Associazione Maschile Plurale, interviene con un interessante articolo nel dibattito pubblico relativamente alle esperienze condotte in Italia con gli uomini autori di violenza sulle donne. Un occhio critico quello di Ciccone che, pur salutando con favore i passi in avanti verso una maggior consapevolezza della necessità di intervenire sui maltrattanti, mette in guardia dagli errori che potrebbero derivare da approcci che non colgono la complessità del fenomeno violenza nella sua dimensione politica, culturale e relazionale. 

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Femminicidio: termine da abolire?

Ci trova concordi la risposta del giornalista e scrittore Beppe Sebaste all'articolo del suo collega Guido Ceronetti, apparso sul quotidiano Repubblica, il 27 Dicembre, il quale chiede di abolire il termine 'femminicidio', che degraderebbe le donne a ciò che "in natura è di genere femminile' e quindi alle sole funzioni della riproduzione e dell'allattamento. 

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Leggi l'articolo di Sebaste. 

Di cosa parliamo (noi maschi) quando parliamo di femminicidio

In un articolo su Europa, il filosofo Christian Raimo, si interroga, come maschio, sulla violenza di genere sulle donne e sul femminicidio. Rivendicando il principio femminista del 'partire da sè' quale chiave di lettura del fenomeno, riflette sull'impossibilità di poter distinguere tra i 'maschi maltrattatori e mostri' e i 'maschi per bene, istruiti, educati alla non violenza'. Esiste piuttosto una 'zona grigia' dell'essere maschi legata all'incapacità di accettare un rifiuto o un abbandono, di convivere con la libertà femminile, che, solo in certi casi si esprime agendo violenza contro la donna, ma che non può non chiamare in causa tutti gli uomini, date le cause culturali, sociali e storiche che ne sono alla base.

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Quel linguaggio sessista trasversale a tutte le forze politiche

Stefano Ciccone, membro dell'Associazione Maschile Plurale, analizza in un interessante articolo sul Manifesto, il linguaggio sessista e omofobo utilizzato da diversi esponenti di diverse forze politiche, che sembrano ignorare quanto la sua diffusione rafforzi una cultura di discredito verso il femminile e di sostegno a un modello di virilità aggressiva. 

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