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"Passo dopo Passo": gli esiti del progetto sostenuto dal Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo

Si è concluso, a fine agosto 2021, il progetto “Passo dopo passo. Sostegno ai percorsi di autonomia delle donne in uscita da situazioni di violenza domestica” finanziato dal Fondo di Beneficenza Intesa San Paolo.

Grazie al significativo contributo accordato l’Associazione Nondasola, nell’arco di poco più di un anno, ha sostenuto 33 donne nel proprio percorso di autonomia - abitativa, lavorativa, personale - tassello fondamentale per una vita libera dalla violenza; 8 sono state quelle inserite in un percorso di orientamento al lavoro, esitato per alcune nel miglioramento del proprio profilo professionale, per altre in inserimenti lavorativi; 14 i minori beneficiari di interventi psico-pedagogici e di sostegno extra-scolastico. I sostegni a donne e minori hanno rappresentato un’opportunità preziosa per contrastare gli effetti prodotti dall’aver subito violenza e/o violenza assistita nonché contenere le conseguenze negative generate dalla pandemia.

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Afghanistan: D.i.Re lancia un appello per corridoi umanitari urgenti contro la violenza fondamentalista

Pubblichiamo e aderiamo al comunicato stampa della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re sulla più che preoccupante presa di potere dei fondamentalisti islamici in Afghanistan, a seguito del definitivo ritiro del contingente USA dal paese. Un appello a intervenire tempestivamente con corridoi umanitari per contenere il dilagare della violenza in primis contro le donne, i/le minori e le persone che hanno collaborato con le forze internazionali.  

17 Agosto 2021

Le notizie che giungono dall’Afghanistan occupato dai Taleban sono molto preoccupanti per la sorte delle donne, dei bambini e delle bambine e di chiunque abbia collaborato in passato con gli occidentali e con il governo. Per questo è urgente predisporre misure per accogliere profughi e profughe, stabilendo corridoi umanitari affinché chi lo desidera possa lasciare il paese in sicurezza”. Lo chiede D.i.Re – Donne in rete contro la violenza, per voce della sua presidente Antonella Veltri.

"L’instaurazione di un regime basato sulla sharia, sul terrore e sul dominio patriarcale significa di fatto la perdita di tutte le conquiste ottenute faticosamente dalle donne afghane in questi 20 anni”, aggiunge Veltri, “in aperta violazione dei più fondamentali diritti umani. Per questo chiediamo all’Italia e all’Unione europea di agire rapidamente, aprendo canali diplomatici internazionali per cercare di prevenire quanto più possibile il rischio di violenze e abusi contro quella parte della popolazione identificata come filo-occidentale e dunque maggiormente a rischio”, afferma Veltri.

"La rete D.i.Re è pronta a fare la sua parte nell’ambito delle misure che il governo italiano intende prendere, per assicurare anche alle donne afghane accolte in Italia il supporto che i centri antiviolenza offrono a tutte le donne in situazione di violenza", conclude la presidente di D.i.Re.

Beppe Grillo e l'evidenza della vittimizzazione secondaria, l'intervento di D.i.Re

“Con il suo video sbraitante in difesa del figlio Ciro Beppe Grillo mostra in tutta la sua evidenza il funzionamento della vittimizzazione secondaria: le donne non sono credute, la violenza viene minimizzata, il comportamento della ragazza giudicato quasi fosse lei l’accusata”, afferma Antonella Veltri, presidente di D.i.Re, a proposito del video diffuso dal comico e leader del M5S in cui si scaglia urlante in difesa del figlio Ciro Grillo, accusato di stupro.

“Non si è consenziente perché si denuncia ‘dopo’. E quanto tempo dopo una vittima di stupro perfetta dovrebbe denunciare la violenza?”, chiede provocatoriamente Veltri.

“Nonostante tutto ciò che sappiamo sulle dinamiche della violenza, ogni comportamento di una donna che denuncia uno stupro viene guardato con sospetto. Non si è consenzienti quando si è obbligate ad avere rapporti sessuali contro la propria volontà o quando non si può prestare consenso perché ubriache”, fa notare ancora la presidente di D.i.Re.

“A volte tacere in attesa che la giustizia faccia il suo corso può essere un valore”, aggiunge Veltri. “Qui invece vediamo un fulgido esempio della cultura dello stupro, e un noto personaggio pubblico che in poche battute dà voce a quella squallida quanto utilizzata e vergognosa vittimizzazione, che rimette al centro la donna come soggetto consenziente di una cultura patriarcale che purtroppo alberga anche nei nostri tribunali e viene legittimata e diffusa dai media”, conclude la presidente di D.i.Re.

Turchia. L’Italia si faccia promotrice di una risposta forte da parte delle istituzioni europee

In una lettera indirizzata oggi al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al Presidente del Consiglio dei Ministri Mario Draghi, alla Presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati e al Presidente della Camera Roberto Fico, l’associazione nazionale D.i.Re – Donne in rete contro la violenza chiede che il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul non sia “lasciato senza una presa di posizione forte da parte dell’Unione Europea e di tutti gli Stati che ne fanno parte, e che della Turchia sono importanti partner commerciali, a cominciare dall’Italia”.

“Contro questa decisione, annunciata dal Presidente turco Recep Tayyip Erdoğan con un Decreto presidenziale pubblicato durante la notte tra venerdì 19 e sabato 20 marzo 2021, manifestano da giorni le donne turche nelle piazze e con ogni mezzo”, sottolinea D.i.Re, precisando che si tratta di una scelta che “rischia di alimentare ulteriormente le forze reazionarie e antifemministe che con sempre maggiore violenza attaccano i diritti e la libertà di scelta delle donne, in Europa come anche in Italia”.

“La Convenzione di Istanbul è il principale strumento giuridico vincolante per affermare e difendere i diritti umani delle donne, a cominciare dal diritto a vivere una vita libera dalla violenza”, ricorda D.i.Re.

Per questo D.i.Re chiede “all’Italia di farsi promotrice di una risposta forte da parte dell’Unione Europea e degli Stati membri per contrastare questa decisione, che non solo espone le donne turche ancora una volta e di più alla violenza maschile, ma mina alle fondamenta il rispetto dei diritti umani di tutte e tutti su cui è fondata l’Unione Europea”.

“L’Unione Europea e l’Italia non possono continuare a dirsi impegnate per contrastare e prevenire la violenza maschile contro le donne, se lasciano passare sotto silenzio il ritiro della Turchia dalla Convenzione di Istanbul, un atto che calpesta i diritti umani di tutte le donne”, conclude la lettera.

La lettera inviata da D.i.Re è disponibile qui.

8 marzo 2021 - Alessandra Campani, socia fondatrice di Nondasola "Reggiana per esempio"

 

Emotivamente partecipata, intensa, corale l'iniziativa "Reggiane per esempio" che, stamane (8 marzo 2021) in diretta streaming dalla Sala del Tricolore di Reggio Emilia, ha visto la premiazione, per la sezione 'Over 40', di Alessandra Campani, socia fondatrice di Nondasola e Responsabile dell'Area Formazione e Prevenzione. 

"Per l'elevato profilo personale, professionale e pubblico che caratterizza il suo impegno a contrasto e prevenzione della violenza maschile contro le donne, per la sua lunga militanza che si esprime anche attraverso un volontariato che in questi 25 anni non ha perso vigore, nutrendosi anche del confronto con le altre donne, convinta che la relazione tra donne e il sapere che ne deriva costituisca la mappa di senso a cui attingere per promuovere cambiamenti culturali improntati a  una nuova grammatica della relazione maschile-femminile." Queste le motivazioni riportate dal Sindaco Luca Vecchi. 

Un riconoscimento importante per Alessandra Campani, per l'Associazione tutta che ha in questa socia una militante appassionata che ha fatto della relazione tra donne misura di sè, del mondo e potente leva di libertà femminile, per altre donne, giovani e non. 

Alcune sue parole "Il mio pensiero oggi va alle socie di Nondasola e alle tante donne con cui in questi anni ho potuto condividere pratiche politiche, a chi delle operatrici si è esposta più di altre per tenere aperto il centro antiviolenza in questo periodo di emergenza sanitaria, al gruppo (che chiamiamo gruppa) impegnato nell'attività di prevenzione che, in uno sforzo creativo, ci stiamo re-inventando a causa della situazione, alla forza che mi hanno prestato le tante donne accolte, i loro volti, le loro parole, misurate, portate con me nelle attività di formazione e prevenzione. Oggi mi sento una creatura emotiva (Eve Ensler), ed esserlo a partire dal fatto che abito un centro antiviolenza significa sfruttare le orecchie e gli occhi per conservare quell'energia elettrica che ogni giorno trasformiamo in azioni politiche." 

Grazie Alessandra!!

 

"La rappresentazione di chi sopravvive", un percorso di letture sulle conseguenze del femminicidio a cura di Alessandra Pigliaru

Segnaliamo l'articolo "La rappresentazione di chi sopravvive" di Alessandra Pigliaru apparso su Il Manifesto lo scorso 21 Febbraio 2021, una riflessione sugli effetti del femminicidio a partire da due libri importanti e recenti, rispettivamente di Stefania Prandi (Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta, Settenove) e di Alessandra Dino (Femminicidi a processo. Dati, stereotipi e narrazioni della violenza di genere, Meltemi). Cosa ne è della vita delle famiglie colpite da un femminicidio? Quali sono gli effetti di quel grave atto su chi e cosa rimane? Chi si prende carico di quelle sofferenze? Come è raccontata la violenza nel processo? Queste alcune delle domande a cui i due volumi provano a rispondere.

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