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Giugno 2020 - Ancora narrazioni tossiche sulla violenza maschile contro le donne

La Rai mantenga gli impegni assunti in occasione dello scorso 25 novembre  – giornata internazionale contro la violenza sulle donne – e imprima su questo tema un salto di qualità in tutti i programmi e in ogni spazio informativo.” La cronaca, anche quella giudiziaria, non è neutrale. Il modo di raccontarla ha effetti importanti sulla vita sociale e culturale di un paese. Soprattutto se a raccontarla è il servizio pubblico in uno dei suoi programmi più seguiti.

Inizia così il comunicato stampa dell'Unione Sindacale Giornalisti RAI che denuncia l'ennesima narrazione tossica in tema di violenza maschile, in cui, questa volte, è incappata la conduttrice del programma Storie Maledette, rifacendosi ai consunti stereotipi della colpa femminile per la violenza subita. Clicca qui per leggere l'intero comunicato. 

Molto critica anche la presa di posizione della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re (clicca qui per leggere l'articolo), che mette in evidenza come i pregiudizi e i dispositivi culturali sessisti in tema di violenza non risparmino la comunicazione e i media. Già l'Associazione Nondasola, a Novembre del 2019, aveva realizzato il seminario di formazione per giornalisti/e dal titolo ""La responsabilità delle parole". Un momento molto partecipato con l'obiettivo di mantenere alta l'attenzione sulle narrazioni mediatiche della violenza maschile affinchè non prestino il fianco a chi quella violenza la agisce per dominare e brutalizzare.