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L'emergenza Covid-19 intossica la narrazione della violenza sulle donne

Segnaliamo l'articolo di Nadia Somma, apparso il 2 Aprile scorso su Il Fatto Quotidiano, che evidenzia come le narrazioni che certi media fanno dei femminicidi e della violenza contro le donne suggeriscano quale causa la convivenza forzata imposta in questo periodo di emergenza sanitaria. Occultando, ancora una volta, ciò che è all'origine del comportamento violento ossia un immaginario misogino della relazione tra i sessi, il quale comportamento, può solo essere esasperato dalle restrizioni legate al Coronavirus. 

Leggi l'articolo, cliccando qui. 

Ci sono però anche segnali positivi che cercano di essere al fianco delle donne che subiscono violenza come l'accordo concluso tra Governo e le sigle più rappresentative dell'ambito farmaceutico che impegna le farmacie a divenire presidi informativi per orientare le donne a chiedere aiuto. 

Per approfondire, clicca qui. 

#noicisiamo - La campagna D.i.Re per le donne che subiscono violenza

#noicisiamo è l’hashtag con cui D.iRe diffonde uno spot realizzato per far conoscere alle donne che potrebbero subire violenza in questi giorni di forzata convivenza con partner maltrattanti quando chiamare in sicurezza e come trovare il numero di telefono del centro antiviolenza D.i.Re più vicino. 

A Reggio Emilia l'Associazione Nondasola che gestisce il centro antiviolenza Casa delle Donne, ed è parte della rete D.i.Re, c'è per tutte quelle donne che vorranno chiedere sostegno, ascolto, aiuto per fronteggiare una situazione di violenza. 

Guarda il servizio su Nondasola che Telereggio ha mandato in onda il 29 marzo 2020, cliccando qui. 

Guarda lo spot D.i.Re, cliccando qui. 

25 Marzo 2020 - La violenza domestica ai tempi del Covid19

25 Marzo 2020 - COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna riporta le preoccupazioni per le donne che subiscono violenza ai tempi dell’emergenza sanitaria

Se sottostare alle limitazioni imposte per prevenire la diffusione del Covid-19 è difficoltoso per tutti, lo è ancora di più per le donne che subiscono o hanno subito violenza. Durante questa reclusione forzata le donne sono esposte a un maggior controllo da parte dell’autore di maltrattamenti, innalzando il rischio per la loro incolumità. La chiusura delle scuole e dei centri diurni per anziani e persone non autosufficienti, da una parte aumenta il carico di lavoro di cura, e dall'altra rende maggiormente problematico l’allontanamento. 

I centri del Coordinamento vogliono far sapere a tutte le donne che possono uscire di casa per chiedere aiuto per motivi di violenza, portando con sé un'autocertificazione che compileranno solo nel momento dei controlli, dato che - anche nelle parole della ministra Elena Bonetti, si tratta di una situazione di necessità. Auspicano pertanto la massima attenzione e collaborazione da parte delle Forze dell’ordine preposte ai controlli in questi giorni perché facilitino le donne costrette ad allontanarsi da casa per motivi legati a violenza nelle relazioni di intimità. 

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24 Marzo 2020 D.i.Re scrive al Governo chiedendo un intervento sinergico a livello nazionale

Dopo la lettera alla Ministra per le Pari Opportunità Bonetti, la rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re lancia il suo nuovo appello al Governo e al Parlamento perchè metta in campo interventi sinergici a livello nazionale a sostegno delle donne che subiscono violenza e dei centri antiviolenza. Di seguito il comunicato stampa. 

I Centri Antiviolenza, ancora una volta, sono in prima linea nel rispondere alle necessità delle donne che subiscono violenza.

L’azione di prevenzione della violenza e di aiuto alle donne che la subiscono va certamente incrementata con ogni mezzo possibile. A maggior ragione in questo momento occorre far sapere a ogni donna che i Centri sono operativi, che l’aiuto è possibile, che le reti esistono e che nessuna di noi intende recedere dal proprio lavoro quotidiano e costante in loro favore.

I centri antiviolenza della rete D.i.Re si sono tutti organizzati in modo da garantire:

  • reperibilità telefonica, nella maggioranza dei casi H24;
  • sostituzione dei colloqui previsti nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, compresi quelli con psicologhe e/o avvocate, sostituiti ove possibile con colloqui telefonici e Skype;
  • incontri di persona in sede, in particolare per i casi di emergenza, nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione del contagio.

Le case rifugio dei centri antiviolenza della rete D.i.Re sono tutte attive, in parte già al completo, e le operatrici continuano a sostenere le donne e i/le loro figli/e ospiti. 

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Spagna: una delle risposte alla violenza maschile sulle donne ai tempi dell'emergenza Coronavirus

Segnaliamo un articolo apparso su Repubblica.it il 21 Marzo scorso che mette il luce una delle risposte poste in essere dal Governo regionale delle Canarie per sostenere le donne vittime di violenza domestica in questo periodo di emergenza sanitaria, il quale costringe moltissime donne a una convivenza forzata con il proprio aguzzino.  

La campagna è stata chiamata Mascarilla-19 il nome in codice che le donne possono usare per chiedere aiuto. Leggi l'articolo. 

L'impatto del Coronavirus sui centri antiviolenza della Rete D.i.Re

I centri antiviolenza della rete D.i.Re si sono subito organizzati per far fronte all'emergenza, ma ora la situazione comincia a mostrare tutte le sue criticità”, spiega Antonella Veltri, annunciando che “per questo abbiamo scritto alla ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti”.

Inizia così il comunicato stampa della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re, rappresentati dalla voce della Presidente Antonella Veltri, che richiama l'attenzione sulla necessità di una strategia condivisa a livello nazionale per tutelare il lavoro dei centri antiviolenza in tempo di emergenza sanitaria e, quindi, la possibilità per le donne che subiscono violenza di continuare a rivolgervisi. Leggi il comunicatocliccando qui. E' ancora troppo presto per avere dei dati precisi ma è molto probabile che, seguendo ciò che è stato registrato in Cina, la convivenza prolungata all'interno delle mura domestiche stia aggravando la violenza subita da parte del partner, oltre a rendere più complicato chiedere aiuto. Leggi a tal proposito un articolo su Il Post, cliccando qui. 

Proprio stamattina, 18 Marzo 2020, su Rai Radio1, insieme ad Antonella Veltri, è stata intervistata la ministra Bonetti, chiedendo cosa il Governo pensa di mettere in campo per non lasciare sole le donne in situazioni di violenza. Ascolta il podcast dell'intervista, cliccando qui. 

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