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Quella "colpa" delle donne uccise all'ultimo appuntamento

Sulla 27esimaora del Corriere, Anna Costanza Baldry, responsabile degli Sportelli Antistalking per il Centro antiviolenza Differenza Donna di Roma, risponde a tutti quei commenti apparsi negli ultimi giorni sul femminicidio di Lucia Bellucci, trentunenne uccisa il 9 agosto a Pinzolo dal suo ex-compagno, avvocato di 44 anni. Diverse infatti sono state le prese di posizione come quella dell'avvocato Giulia Bongiorno e del giornalista Beppe Severgnini, che hanno imputato a Lucia la 'responsabilità' di aver accettato quell'ultimo appuntamento con il suo ex, di avergli creduto, di non essere stata capace di dire 'no'.

La Baldry cerca di spiegare il perchè posizioni come queste, non solo offendono le donne che subiscono violenza, accusate di essere troppo deboli nei confronti dei maltrattatori, ma rischia di banalizzare la lettura di un fenomeno complesso quale la violenza maschile agita sulle donne.

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Varato il decreto legge contro il femminicidio

L'8 agosto Il Consiglio dei Ministri, ha approvato, su proposta dei Ministri dell’interno Angelino Alfano, del lavoro e politiche sociali, Enrico Giovannini e della giustizia, Annamaria Cancellieri, un decreto legge recante un “pacchetto” di misure urgenti che mirano ad affrontare, da diverse angolature, una serie di problematiche riguardanti la pubblica sicurezza in una chiave di difesa dei soggetti più deboli ed esposti.

Tra le altre, il provvedimento, che si compone di 13 articoli suddivisi in quattro Capi, contiene misure riguardanti la Prevenzione e contrasto della violenza di genere. Sulla base delle indicazioni provenienti dalla Convenzione del Consiglio d’Europa, fatta ad Istanbul l’11 maggio 2011, concernente la lotta contro la violenza contro le donne e in ambito domestico di Istanbul, recentemente ratificata dal Parlamento, il decreto mira a rendere più incisivi gli strumenti della repressione penale dei fenomeni di maltrattamenti in famiglia, violenza sessuale e di atti persecutori (stalking).

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Commenti e analisi sul decreto legge contro il femminicidio

Dalla Rete Nazionale dei Centri antiviolenza (D.i.Re) una presa di posizione sul pacchetto di misure urgenti varate contro il femminicidio e la violenza maschile sulle donne dal Governo Letta. Ad alcuni aspetti positivi fanno da contraltare la mancanza di previsione di azioni concrete a sostegno delle donne maltrattate e la scarsa capacità di andare oltre l'approccio "repressivo" del fenomeno, cogliendone invece la dimensione culturale e di genere.

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Anche Nadia Somma, Presidente del Centro antiviolenza di Lugo 'Demetra', dal suo blog su Il Fatto Quotidiano, sintetizza gli aspetti interessanti e i punti deboli del decreto, "presentato con toni entusiastici come strumento di tutela delle donne che il decreto pensa come “soggetti deboli” e bisognosi di tutela". 

Dal suo blog Lipperatura, Loredana Lipperini segnala l'insufficiente attenzione del decreto alla dimensione culturale della violenza maschile sulle donne: "Non mi piace perché è un decreto repressivo. E molte di noi hanno detto e ripetuto che nessuna repressione e nessun giro di vite porterà a risultati se non si insiste sulla prevenzione. Scuola. Formazione degli educatori. Libri di testo delle elementari. Educazione al genere, all’affettività, alla sessualità. Da subito. Di questo non si parla". 

Nel commento di UDI Napoli si pone, tra l'altro, l'accento sulla mancata introduzione dell'obbligatorietà della refertazione sanitaria in caso di violenze, che affida il sostegno alla donna per lo svelamento della violenza alla alla sensibilità, vera o presunta, degli operatori nelle istituzioni e nelle varie discipline. 

Violenza maschile contro le donne...Purchè se ne parli?

Fa discutere la campagna pubblicitaria Ferma il bastardo lanciata dall'azienda di intimo Yamamay. C'è chi come Lorella Zanardo, autrice del documentario "Il corpo delle donne", sostiene che, in assenza di azioni efficaci da parte delle istituzioni, campagne come questa aiutino ad aumentare il livello di consapevolezza sul fenomeno, e chi, invece, come Giovanna Cosenza, pone l'accento sul 'contenuto' della campagna che, per l'ennesima volta, veicola l'immagine della donna-vittima e la investe della responsabilità di fermare (denunciandolo) il maltrattatore. 

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"Sono padre e fiero di mia figlia", un 'insolito' concorso fotografico

Di concorsi fotografici è pieno il mondo, dentro e fuori dal web, ma questo che arriva come proposta da parte della rete femminista 'Mediterranean Women's Fund, nato per volontà di attiviste che operano nell’area del Mediterraneo e in particolare nei  paesi africani che vi si affacciano, è davvero particolare. Si chiama “Father and proud of my daughter”: padre e orgoglioso di mia figlia, e propone l’invio di immagini nelle quali il soggetto siano appunto uomini padri e le loro figlie.

Leggi l'articolo sul Fatto Quotidiano. 

Il rischio di dimenticare le radici della violenza sulle donne


Loredana Lipperini dal suo blog prende spunto da un episodio dei Simpson per intervenire nel dibattito sulla violenza maschile contro le donne. Tante sono le campagne e i soggetti del mondo politico, economico e culturale che stanno prendendo la parola su questo fenomeno, diverse volte, però, occultando che la violenza agita dagli uomini è ancora troppo spesso legittimata da modelli culturali, sociali ed educativi che ripropongono, anzichè scardinarla, una sostanziale disparità di potere tra uomini e donne. 

Leggi l'intervento della Lipperini. 

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