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"E' così facile mettersi nei panni di un assassino?" La risposta di Nondasola e Non Una di Meno al commento di Luciano Salsi sulla Gazzetta di Reggio

Di seguito pubblichiamo la risposta dell'Associazione Nondasola e Non Una Di Meno Reggio Emilia al commento di Luciano Salsi apparso il 15 Agosto 2019 sulla Gazzetta di Reggio (clicca qui per leggerlo), a seguito del comunicato congiunto pubblicato dopo il femminicidio di Hiu Zhou. 

Non c'è forse prima da domandarsi perché tanti uomini, italiani e stranieri, arrivano al femminicidio, al di là del facile sarcasmo? In più di vent'anni di lavoro frontale contro la violenza maschile, Nondasola ha incontrato circa 5600 donne di diverse nazionalità, in netta maggioranza  italiane, che hanno subito violenza dai loro mariti, partner o ex. In tutti i racconti la motivazione di fondo è la prevaricazione nei confronti della libertà della donna, è la volontà di voler ribadire un forte controllo sulla vita della compagna.

Nondasola, insieme agli 80 centri aderenti a D.i.Re, può raccontare tante storie di vita vissuta. Ed è per arginare la violenza così diffusa che le donne di diverse associazioni e centri antiviolenza hanno dato vita al movimento transnazionale Non Una Di Meno e sono scese in piazza in più di 80 città nel mondo, insieme a tanti uomini, per dire ancora  una volta NO alla violenza contro le donne e alla violenza di genere. NO alla misoginia  che permea ancora ambiti della nostra vita nonostante negli anni - grazie alle lotte delle donne - siano state cancellate leggi che codificavano il dominio maschile. Negli ultimi decenni le norme che regolano il rapporto tra i sessi hanno avuto sviluppi concreti tali da far apparire la condizione delle donne assolutamente garantita, in realtà la vera sfida è incidere sul dato culturale/politico, il solo che possa portare al cambiamento. 

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L'ottimo risultato della campagna di raccolta fondi di Coop Alleanza per Nondasola

Un contributo di oltre 2.300 euro, ricevuto dall’associazione Nondasola Onlus da parte di Coop Alleanza 3.0 grazie alla campagna “Noi ci spendiamo, e tu?”, organizzata dalla Cooperativa in occasione della “Giornata internazionale contro la violenza sulle donne”. I fondi sono stati raccolti grazie al contributo di soci e clienti di Coop Alleanza 3.0 che, da venerdì 23 a domenica 25 novembre 2018, hanno acquistato prodotti a marchio Coop in oltre 400 negozi: l’1% del ricavato delle vendite è andato ad associazioni ed enti che, nei territori in cui è presente la Cooperativa, operano per sostenere vittime di abusi e per sensibilizzare sul fenomeno.

Grazie a questo contributo l’Associazione Nondasola Onlus sosterrà i percorsi di autonomia delle donne accolte presso il centro antiviolenza, aiutandole nel raggiungimento di alcuni requisiti fondamentali per una vita libera e indipendente (autonomia abitativa, conseguimento patente di guida, formazione professionalizzante). 

 

Festivaletteratura Mantova 2018: lo spettacolo della Agnello Hornby sulla violenza domestica solleva più di una perplessità

Pubblichiamo la lettera aperta di Adriana Lusvarghi e Carmen Marini, socie di Nondasola, a Simonetta Agnello Hornby sullo spettacolo "Credevo che" presentato al Festival della Letteratura lo scorso 6 settembre a Mantova e la successiva intervista della scrittrice apparsa su Repubblica il giorno dopo. 

Il Festivaletteratura di Mantova giovedì 6 settembre aveva in programma “Una performance in parole e musica per parlare della violenza domestica”, ideata da Simonetta Agnello Hornby,  famosa  come romanziera, ma che in questa occasione avrebbe rievocato la sua esperienza di avvocata specializzata in violenza sulle donne. Nel 2013 infatti era uscito il libro  dal titolo “Il male che si deve raccontare” scritto in collaborazione con Marina Calloni. L’occasione poteva essere interessante. Come resistere? Per chi come noi opera in un Centro Antiviolenza era un’occasione per guardare alla violenza da un punto di vista artistico. Parole e musica ci dicevamo, chissà quali emozioni, chissà come avrà dato voce alle donne.
Invece.
Non siamo riuscite a emozionarci nonostante i drammatici racconti letti dalla scrittrice, dove risaltavano crudi episodi di violenza fisica e sessuale. La voce della cantante jazz e regista  Filomena Campus  ha accompagnato con sensibilità  le parole di Simonetta che rimanevano confinate nella crudezza dell’evento e non lasciavano spazio alla soggettività delle donne e alla possibilità di uscirne vive dalla violenza maschile. Perché donne vittime e basta,  lasciando sullo sfondo  la grande forza che dimostrano nel ribellarsi? Perché uomini mostri nei quali il genere maschile non potrebbe certo riconoscersi? Perché di fronte a una platea numerosissima continuare a diffondere questo messaggio? Donne vittime da salvare, da assistere e niente di più. Nessun accenno ai Centri Antiviolenza, se non per il fatto di nominare una volta o due la parola ‘rifugio’, senza specificare di che rifugio si trattasse. Nessun rimando alla possibilità di trasformazione che passa dal mettersi in gioco ciascun uomo e ciascuna donna a partire da sé.

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Dal Palazzo alla Piazza: la manifestazione di Non Una di Meno a Roma

25.11.2017 - Notizie dalla manifestazione del 25.11 a Roma 

Ancora in tante per le strade di Roma, una grande manifestazione per dire agli uomini che la nostra libertà non si tocca. A cui anche Nondasola, insieme a NUDM Reggio ha partecipato. 

La vivacità, la condivisione e la gioia di essere di nuovo insieme era tanta che ci siamo lasciate trasportare dalla grande marea di canti, musica, balli e colori che aumentava sempre più. Una marea di palloncini fucsia, tanti anche con i nomi delle donne che non ci sono più, a ricordarci come la violenza distrugge la vita delle donne. 

L'informazione è stata molto reticente, nei giorni precedenti non ha quasi parlato della manifestazione e questo non ha certamente aiutato. La delusione iniziale, per un numero di presenze inferiore a quello dell'anno precedente, è rientrata vedendo tante giovani donne che fanno ben sperare per un futuro cambiamento. C'erano anche diversi uomini e tanti bambini e bambine, tanta gente ai bordi delle strade a guardare una grande manifestazione contro la violenza e l'oppressione maschile sulle donne senza che ci fosse minimamente nessun atto provocatorio e offensivo, una manifestazione pacifica, come hanno sempre fatto le donne, per dire basta alla violenza maschile in modo chiaro e preciso, basta sul lavoro, nelle case, per strada, sul nostro corpo. Parole decise per dire che è necessario, ora, un radicale cambiamento della politica e della cultura.

Leggi l'articolo di Alessandra Pigliaru e l'editoriale di Norma Rangeri sul Manifesto 

Leggi l'articolo su Noidonne relativo al Piano Femminista di NUDM

25 novembre 2017: la forza e la voce delle donne anima la Camera dei Deputati

25 novembre 2017, Roma

Milletrecento donne alla Camera dei Deputati grazie all'invito di Laura Boldrini. L'incontro si è aperto con le parole della Presidente "Una presenza così imponente, qui a Montecitorio ha un senso che non può sfuggire a nessuno: le donne italiane hanno bisogno di attenzione e ascolto. Per raccontare la violenza subita, certo, ma anche per raccontare la loro storia di riscatto. Per mostrare la loro forza"

Poi si sono susseguite le testimonianze di donne vittime di violenza: dalla dottoressa stuprata durante un turno di guardia medica di notte a quella picchiata e poi tormentata dal fidanzato diventato stalker, a quella della madre la cui figlia è stata oggetto di bullismo sul web tanto da suicidarsi, e tante altre che hanno messo in luce aspetti ingiustificabili anche delle nostre istituzioni. Lentezze, sconti di pena che sembrano incomprensibili, misure precauzionali risibili, decisioni della magistratura difficili da capire, abusi non puniti, omissioni, leggerezze. Tante le voci, coraggiose, forti e commosse, che hanno preso parola sulla violenza subita - fisica, morale, sessuale; hanno denunciato la burocrazia e il maschilismo che rallentano la giustizia, al pari della scarsa comprensione del dolore di chi è stata violentata, hanno richiesto protezione alla parte sana delle istituzioni così come il riconoscimento della violenza senza colpevolizzare le vittime. 

Su tutto un indicibile e sconvolgente dolore che entrava nell'animo di tutte noi. Condivisione, applausi fortissimi per far sentire la nostra vicinanza, lunghi e rispettosi silenzi all'ascolto di storie di donne, tangibili, affidate a parole che pungevano. Un'esperienza molto forte e s-coinvolgente. Un'esperienza dal valore simbolico altissimo. 

Un'atmosfera di grande solidarietà, forza, coraggio, dignità, determinazione. Emozioni che avvolgono, e altrettanto vivificano e incoraggiano a impegnarsi sempre di più a contrastare la violenza sulle donne. Noi c’eravamo e ci siamo.

Clicca qui per ascoltare tutta la diretta di #Inquantodonna

Leggi un bell'articolo di Daniela Preziosi sull'evento. 

"La violenza maschile ha tante facce", la riflessione di Nondasola sulla violenza che continua a colpire la libertà delle donne

Reggio Emilia, 5 agosto 2017

Ogni due/tre giorni notizie di donne ammazzate da mariti, compagni o ex, di giovanissime abusate, di violenze sessuali non riconosciute, di stupri di gruppo. I quotidiani nazionali  ci raccontano violenze inaudite che danno l’idea di quante facce e quante modalità può avere la violenza maschile. Una violenza che diventa parte della nostra quotidianità, frutto di un maschilismo sempre più feroce e di una misoginia che non solo odia le donne, ma vuole distruggerle mischiando le carte per fare apparire ciò che non è.

Guardiamo da vicino cosa riportano in questi giorni i media: una quindicenne viene stuprata da un gruppo convocato dal suo ex fidanzatino, quattro dei violentatori sono minorenni; una giovane donna di 21 anni viene uccisa dal fidanzato. La  richiesta di risarcimento per gli orfani di una donna uccisa che aveva inutilmente  denunciato il suo aggressore 12 volte alla procura della Repubblica di Caltagirone viene respinta dalla Presidenza del Consiglio dei Ministri.  Ultima perla, non c’è violenza sessuale senza un contatto fisico con la vittima: è la sentenza di una giudice di Torino nei confronti di un uomo che si era masturbato in autobus e aveva eiaculato contro la gamba di una donna.

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