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"La rappresentazione di chi sopravvive", un percorso di letture sulle conseguenze del femminicidio a cura di Alessandra Pigliaru

Segnaliamo l'articolo "La rappresentazione di chi sopravvive" di Alessandra Pigliaru apparso su Il Manifesto lo scorso 21 Febbraio 2021, una riflessione sugli effetti del femminicidio a partire da due libri importanti e recenti, rispettivamente di Stefania Prandi (Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta, Settenove) e di Alessandra Dino (Femminicidi a processo. Dati, stereotipi e narrazioni della violenza di genere, Meltemi). Cosa ne è della vita delle famiglie colpite da un femminicidio? Quali sono gli effetti di quel grave atto su chi e cosa rimane? Chi si prende carico di quelle sofferenze? Come è raccontata la violenza nel processo? Queste alcune delle domande a cui i due volumi provano a rispondere.

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Ciao Angela - Il saluto di Nondasola alla compagna Angela Romanin

Cara Angela,

grazie per la tua generosità politica, professionale e d’animo. 

In tutti questi anni non ti sei mai sottratta alle tue responsabilità e con slanci, di cui subito dopo ti pentivi, facevi proposte, progetti, postavi lettere e letterine per non arrenderti  agli inevitabili contrasti o difficoltà propri di un lavoro di rete. Difficile pensare che non risponderai più, magari ad un messaggino di  mattino presto,  per vedere insieme come incastrare  l’ennesimo impegno comune. Quanto volte abbiamo condiviso la necessità di non lavorare da sole su temi così complessi e ad alta voce ti chiedevi “Sarà passato il messaggio dell'importanza del lavoro di formazione dei centriantiviolenza?” domanda che dava l’avvio  a ore di scambio e  di discussione dove, accanto alle  perplessità che la realtà ci rimandava, eri pronta a costruire opportune strategie politiche. 

Non ti sei mai fermata, la tua lotta a fianco delle donne ti ha vista da più di vent’anni figura di riferimento del Centro Antiviolenza di Bologna, come formatrice e attivista hai portato la voce delle donne in tanti contesti, anche sovranazionali. Noi, che siamo state con te anche nel  Coordinamento regionale dei centri Antiviolenza, sentiremo il vuoto del tuo infaticabile coinvolgimento e della tua bella presenza. Ci mancherai.

Grazie per il tuo esser-ci stata e per quanto hai condiviso e promosso tra e con le donne che abitano i Centriantiviolenza. 

 

#MeTooIncest: il movimento che scuote la Francia

Alcuni giorni fa, in Francia le attiviste del collettivo #NousToutes hanno lanciato l’hashtag #MeTooInceste, raccogliendo in due giorni più di 77.000 messaggi.

In poche righe, donne ma anche uomini adulti, hanno raccontato le violenze sessuali subite nell’infanzia da padri, patrigni, fratelli, cugini, zii, nonni, o, molto più raramente, da donne. Si aprono davanti ai nostri occhi storie atroci con caratteristiche comuni: la ripetizione, a volte per anni, di aggressioni e stupri; la solitudine della bambina/o, quasi sempre non ascoltata o non creduta; l’indifferenza e spesso la collusione dell’ambiente familiare o sociale; e poi una vita compromessa dalla violenza e dall’abbandono vissuti.

Continua a leggere l'articolo di Patrizia Romito apparso il 25 gennaio scorso su La27ora del Corriere, cliccando qui. 

LIBERE DI ESSERE, il video contest lanciato da D.i.Re per i/le giovani

Diffondiamo, tramite un articolo apparso sulla rivista online Noidonne.org, il video contest promosso dalla Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re, rivolto alle giovani generazioni, nell’ambito del progetto Libere di essere finanziato dal Dipartimento per le Pari opportunità con l’Avviso “Per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della convenzione di istanbul”. Progetto alla cui realizzazione anche Nondasola ha contribuito nella figura di Alessandra Campani, responsabile dell'area formazione-prevenzione. 

Proporre una nuova narrazione della donna che subisce violenza, un'immagine che diversa da quella abitualmente rappresentata di occhi pesti, corpi sofferenti per andare oltre la logica della vittimizzazione spostando lo sguardo sul cambiamento, sul potere come possibilità, e che apra la strada a una diversa rappresentazione simbolica ed estetica.

Questo l'intento del progetto ideato da D.i.Re – Donne in rete contro la violenza: un video contest che vuole offrire ai/lle giovani l’occasione per contribuire creativamente all’affermazione della libertà femminile come condizione necessaria per prevenire la violenza maschile contro donne ragazze.

Continua a leggere, cliccando qui. 

Novembre 2020 - Quanto dovremo aspettare per una informazione corretta sulla violenza contro le donne?

Con piacere segnaliamo l'articolo apparso sul sito Noidonne.org, a firma di Maddalena Robustelli, dal titolo "Parole avvelenate nelle cronache sulla violenza di genere."

Negli ultimi giorni la narrazione relativa a due casi di violenza familiare e di genere è stata oggetto di innumerevoli rimostranze da parte dei lettori di vari giornali e quotidiani on line. L’episodio più recente, riguardante l’arresto di un noto imprenditore, Alberto Genovese, così come è stato raccontato da Il Sole 24 ore, induce a chiedere una verifica sui propri giornalisti, al riguardo del modo con cui scrivere di violenza di genere. 

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L'impatto del Covid sulla violenza maschile domestica - Una prima riflessione dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna

Volentieri diffondiamo il comunicato stampa del Coordinamento regionale dei centri antiviolenza dell'Emilia Romagna, di cui anche Nondasola fa parte, pubblicato in occasione della Giornata mondiale per l'eliminazione della violenza maschile contro le donne. 

La violenza di genere colpisce le donne tutti i giorni, ed è per questo che in questi mesi i 15 centri antiviolenza del Coordinamento non hanno mai smesso di lavorare. Perché la violenza sulle donne è quotidiana e sistematica, e per combatterla è necessario un impegno politico e sociale costante.

In occasione del 25 novembre, il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna diffonde i dati parziali al 31 ottobre 2020, offrendo una riflessione sull’impatto della pandemia sulla violenza e sull’accesso ai percorsi di fuoriuscita.

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