Bacheca

Logo Nondasola

Bacheca

Violenza maschile contro le donne...Purchè se ne parli?

Fa discutere la campagna pubblicitaria Ferma il bastardo lanciata dall'azienda di intimo Yamamay. C'è chi come Lorella Zanardo, autrice del documentario "Il corpo delle donne", sostiene che, in assenza di azioni efficaci da parte delle istituzioni, campagne come questa aiutino ad aumentare il livello di consapevolezza sul fenomeno, e chi, invece, come Giovanna Cosenza, pone l'accento sul 'contenuto' della campagna che, per l'ennesima volta, veicola l'immagine della donna-vittima e la investe della responsabilità di fermare (denunciandolo) il maltrattatore. 

Leggi l'articolo. 

 

"Sono padre e fiero di mia figlia", un 'insolito' concorso fotografico

Di concorsi fotografici è pieno il mondo, dentro e fuori dal web, ma questo che arriva come proposta da parte della rete femminista 'Mediterranean Women's Fund, nato per volontà di attiviste che operano nell’area del Mediterraneo e in particolare nei  paesi africani che vi si affacciano, è davvero particolare. Si chiama “Father and proud of my daughter”: padre e orgoglioso di mia figlia, e propone l’invio di immagini nelle quali il soggetto siano appunto uomini padri e le loro figlie.

Leggi l'articolo sul Fatto Quotidiano. 

Il rischio di dimenticare le radici della violenza sulle donne


Loredana Lipperini dal suo blog prende spunto da un episodio dei Simpson per intervenire nel dibattito sulla violenza maschile contro le donne. Tante sono le campagne e i soggetti del mondo politico, economico e culturale che stanno prendendo la parola su questo fenomeno, diverse volte, però, occultando che la violenza agita dagli uomini è ancora troppo spesso legittimata da modelli culturali, sociali ed educativi che ripropongono, anzichè scardinarla, una sostanziale disparità di potere tra uomini e donne. 

Leggi l'intervento della Lipperini. 

Marcia indietro sullo stalking: torna la custodia cautelare

La commissione Giustizia della Camera ha approvato due emendamenti del Pd al decreto legge cosiddetto "svuotacarceri", che reintroducono la possibilità di misura cautelare per lo stalking e il finanziamento illecito ai partiti. A renderlo noto è il capogruppo Pd in commissione Giustizia Walter Verini.

La Commissione cancella dunque l'emendamento del senatore Lucio Barani, votato martedì scorso dalla maggioranza, che innalzava da quattro a cinque anni il tetto sotto il quale non é possibile applicare la custodia cautelare in carcere per chi é a giudizio il reato di persecuzione. 

Leggi l'articolo. 

Martedì 30 Luglio - Una serata per dare voce alle donne che subiscono violenza

Martedì 30 Luglio alle ore 21.00, presso il Giardino del Circolo PD, in Via Candelù 3 a Reggio Emilia, si terrà la serata 

PAROLE, PENSIERI, EMOZIONI PER LE DONNE CONTRO LA VIOLENZA

organizzata dalla Conferenza Permanente delle Donne Democratiche. 

Parteciperanno Silvia Iotti, Vice-Presidente Associazione Nondasola, Luca Bassi, insegnante, Roberto Bertacchini, Segretario Circolo Pd Reggio 7, Luisa Carbognani, Circolo Pd Reggio 4, Rosa Galeazzi, Circolo Pd Reggio 7, Sara Iori, Circolo Pd Reggio 5, Roberta Mori, Presidente Commissione Pari opportunità Regione Emilia -Romagna, Roberta Pavarini, Conferenza Permanente donne democratiche RE, Simona Tirelli, Circolo Pd Reggio 8. Conduce Lucia Zanetti, giornalista. 

Scarica la locandina. 

 

Cosa sta succedendo? La ratifica della Convenzione di Istanbul è solo una mossa di facciata?

Un emendamento accolto da tutta la maggioranza in commissione Giustizia al Senato stabilisce che la custodia cautelare e i domiciliari possano scattare solo per i reati per cui è prevista una pena di cinque anni e non più di quattro. E per gli stalker il massimo è proprio quattro.

Gli ultimi casi sono quelli di Marina di Massa e Taurisano: donne uccise da uomini che non sopportano di essere lasciati. Tragedie di fronte alle quali si invocano misure più severe contro chi si rende responsabile di maltrattamenti in famiglia o perseguita l'ex partner. Invece gli stalker potrebbero ora non rischiare più né la custodia cautelare in carcere né gli arresti domiciliari.

Leggi l'articolo su Repubblica online. 

Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Designed by andreabenassi.it