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8 Marzo 2020 "Violenza sulle donne. In che Stato siamo?" La nuova campagna D.i.Re

Parte l’8 marzo 2020 la nuova campagna di D.i.Re Violenza sulle donne. In che Stato siamo?. Obiettivo della campagna è far conoscere e attuare le raccomandazioni date allo Stato italiano dal Gruppo di esperte sulla violenza contro le donne (GREVIO) del Consiglio d’Europa.

Dopo un monitoraggio durato quasi due anni, le esperte hanno inviato all'Italia precise indicazioni su cosa si deve fare per applicare la Convenzione di Istanbul e rendere efficace la risposta alla violenza maschile sulle donne. Dal monitoraggio l’Italia non esce affatto bene. Il Rapporto del GREVIO sull’Italia sottolinea gli ostacoli ai percorsi di uscita dalla violenza di ordine culturale, politico e materiale anche a causa di politiche inadeguate e insufficienti.

Continua a leggere il comunicato stampa, cliccando qui.

Guarda il video della campagna, cliccando qui. 

CAMBIO DATA - 14 Aprile 2020 l'Asioli di Correggio ospita I Monologhi della Vagina

ATTENZIONE CAMBIO DATA!

Causa applicazione delle disposizioni nazionali in materia di emergenza sanitaria, I Monologhi della Vagina, sono stati posticipati a Martedì 14 Aprile ore 21 al Teatro Asioli di Correggio. Tratto dall'opera-manifesto dell’attivista americana Eve Ensler, lo spettacolo sarà portato in scena dal Gruppo V-Day Le Mafalde, in collaborazione con Nondasola. 

Del resto è di sole poche settimane fa l'affermazione di un parlamentare italiano secondo cui l'interruzione volontaria di gravidanza non è una soluzione a stili di vita incivili. Con esplicito riferimento ovviamente a chi la richiede, appellandosi a un diritto che la legge italiana prevede, ma, che sempre di più, è oggetto di attacchi inaccettabili tesi a rivendicare la primazia della famiglia sulla pelle delle donne. 

I Monologhi della Vagina sono allora un’occasione importante per non indietreggiare e pretendere per i nostri corpi e la nostra sessualità un pieno diritto di cittadinanza, di scelta e di soggettività. 

Il ricavato dell’iniziativa andrà all’Associazione Nondasola per sostenere le attività del centro antiviolenza. 

Per prenotazioni: 339.4463693 oppure direttamente dal sito www.labottegacreativadiamelie.it/eventi

RIMANDATO "E' successo una volta" Un docu-film di prevenzione della violenza maschile sulle donne

E' stato RIMANDATO a data da destinarsi l'appuntamento di Sabato 7 Marzo 2020 alle ore 16 al Cinema Rosebud (Via Medaglie d'Oro della Resistenza 4 Reggio Emilia) per la proiezione del docu-film "E' successo una volta", promossa dal Comune di Reggio Emilia, per l'applicazione delle direttive regionali in materia di emergenza sanitaria. 

Realizzato da un gruppo di giovani uomini e donne - Bettina Zironi, Lorenzo Paglia, Francesco Bassoli, Elena Zanichelli e Giorgio Nizzoli - sotto la direzione artistica del regista Alessandro Scillitani e con la collaborazione di Nondasola, il docu-film è un intimo e intenso racconto sulle esperienze e i vissuti di ragazzi e ragazze della nostra città sul tema delle relazioni affettive. Un lavoro interessante che svela dinamiche, modalità, atteggiamenti frequenti nelle relazioni sentimentali tra giovani e ci interroga rispetto a quali di queste sono o possono diventare spie di violenza e/o controllo sull'altra/o. Una produzione quindi preziosa nell'ottica della prevenzione della violenza maschile di genere. 

Interverranno, oltre ai/lle ragazzi/e che hanno realizzato il docu-film, l'Assessora alle Pari Opportunità Annalisa Rabitti, il regista e l'Associazione Nondasola. 

"Sette femminicidi e qualche connessione", una riflessione da Noidonne

Segnaliamo l'articolo di Rosangela Pesenti, apparso Lunedì 10 febbraio 2020, sulla rivista online Noidonne.org, la quale riflette sui dispositivi culturali ed identitari che continuano ad alimentare varie condizioni di subalternità femminile, non intaccate dal protagonismo di diverse donne sulla scena pubblica. 

Cinque donne uccise in due giorni, sei in una settimana, più un’altra fanno sette. Ma non è un’emergenza. È l’esito di una cultura delle relazioni tra i sessi che a fatica decenni di lotte del Movimento delle donne hanno cancellato almeno dalle leggi, dove permaneva nelle sue forme più vistose l’interdizione delle donne ai diritti civili e sociali perfino dopo aver acquisito quello politico del voto attivo e passivo.

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"Il virus del patriarcato" un articolo sul linguaggio sessista dei media

Segnaliamo l'articolo dal titolo "Il virus del patriarcato" della giornalista Mariangela Mianiti, apparso su Il Manifesto lo scorso 4 Febbraio 2020, che denuncia come, ancora una volta, i media, quando si tratta di donne, cedono nell'utilizzo di un linguaggio discriminatorio e sessista. 

Da un quotidiano come Libero potevamo anche aspettarcelo che, dando la notizia che in Italia è stato isolato il coronavirus, sottotitolasse «Medici donne dello Spallanzani (meridionali) sono riusciti a fare il miracolo». In una riga sono stati capaci di definire le tre ricercatrici al maschile e a sottolineare che sono del Sud, tanto per non smentire il loro razzismo. Che un quotidiano come Repubblica, però, titolasse ieri la stessa notizia con un «Gli angeli del virus» fa davvero cadere le braccia. Siamo ancora al retro pensiero che se sei donna sei pure angelo, ovvero figura che veglia, lavora nell’ombra e accudisce come l’angelo del focolare di sorpassata memoria. Altri orrori letti qua e là specificano se le ricercatrici sono sposate o hanno figli, le definiscono «il team in rosa», «gli angeli della ricerca».

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Festival di Sanremo 2020: se la libertà artistica danneggia quella delle donne

Segnaliamo un articolo apparso sulla rivista online Noidonne.org che riflette sul perchè la libertà artistica, invocata da alcuni per garantire la presenza del rapper Junior Cally alla 70° edizione della kermesse musicale italiana, non può essere moneta di scambio se a essere colpita è la dignità delle donne. Alcuni testi delle canzoni del rapper, infatti, veicolano esplicitamente contenuti sessisti e violenti contro le donne. Che a fare da cassa da risonanza a questo artista sia la Tv pubblica a molte donne - attiviste e non - e molto cittadini sembra un passo indietro nella battaglia per la reciprocità tra i sessi. 

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