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21 Novembre 2020 Presentazione "DONNA. Storia e critica di un concetto polemico" di Paola Rudan

In preparazione del 25 Novembre, Giornata internazionale di lotta contro la violenza maschile, di genere e dei generi, NONDASOLA e NON UNA DI MENO Reggio Emilia, vi invitano, Sabato 21 novembre 2020 ore 17.30, alla presentazione del libro di Paola Rudan "DONNA. Storia e critica di un concetto polemico” (Il Mulino, 2020).

Il testo è un’avvincente e rigorosa esplorazione, attraverso le parole delle donne “polemiche” dell’età moderna, del tutt’altro che neutro concetto di Donna, che il sistema patriarcale, nel corso del tempo, ha contribuito in modo determinante a definire e “significare”, in funzione delle sue esigenze di dominio/controllo. Un tema molto complesso, ma profondamente rivelatore della nostra storia, dalla imposta insignificanza all’attuale rilevanza.

L'incontro sarà ospitato sulla piattaforma ZOOM. Nonostante l'imposta distanza fisica, resta intatta la volontà di far sentire la nostra voce e il nostro pensiero nel comune desiderio di un mondo libero dalla violenza e dall’oppressione patriarcale. 

Per connettersi basta accedere tramite questo link da browser e cliccare su “Join from your browser”

https://us02web.zoom.us/j/5274592326?pwd=WklkNXRJNW9sd29mS0xkQWFTQlB4UT09

Se non funziona o preferisci usarlo da cellulare o tablet puoi scaricare l'app di Zoom e inserire il Meeting ID 527 459 2326 - Passcode: 9zTtAL 

 

 

 

 

 

Lunedì 9 novembre 2020 - Al via la campagna sociale WO-MEN

La violenza è violenza e basta, non ci dobbiamo più chiedere se lei se l’è cercata, sarebbe importante chiedersi perché lui l’ha potuto fare?”.

È questa una delle domande su cui si sono interrogati i ragazzi che, nell’ambito del progetto ‘WO-MEN. Insieme contro la violenza maschile sulle donne’, nel corso dell’estate hanno iniziato a lavorare sui temi della violenza di genere, sviluppando idee e pensieri alla base della campagna da oggi presente in città per sensibilizzare i cittadini sul tema e promuovere un cambiamento innanzitutto culturale.

Promosso dal Comune di Reggio Emilia – insieme a Associazione Nondasola centro antiviolenza- Casa delle donne, cooperativa Papa Giovanni XXIII, cooperativa Il Giro del cielo, associazione Casa d’altri, Binario49 e Comune di Casina – e sostenuto dalla Regione Emilia Romagna, il progetto ‘Wo-men’ ha come obiettivo favorire una cultura di rispetto delle diversità, della non discriminazione e della parità uomo-donna. Per farlo mette in campo una serie di azioni finalizzate a non abbassare la guardia e, come suggerisce il titolo del progetto, parte dalla volontà di coinvolgere in maniera congiunta uomini e donne, in particolare delle giovani generazioni, in azioni prevenzione e contrasto della violenza.

Da lunedì 9 novembre sono affissi in città manifesti e cubi color magenta che riportano alcuni degli emoticon che utilizziamo quotidianamente con i messaggi degli smartphone, come pugno, bocca, cuore infranto, occhio. Questi sono alcuni dei simboli scelti dai 10 giovani uomini, tra i 20 e i 28 anni, che insieme all’Associazione Nondasola hanno indagato cosa può esserci alla base di ogni violenza, per poi tradurlo in messaggi per i propri coetanei.

Manifesti e cubi magenta invaderanno la città per portare all’attenzione pubblica il tema. In modo simbolico verranno occupati luoghi pubblici per raccontare ciò che spesso accade nei luoghi privati, ossia nelle proprie case visto che la maggior parte delle violenze che gli uomini commettono nei confronti delle donne rientrano nelle relazioni di intimità. Al contempo il tema viene portato nel cuore della città per ribadire l’impegno che la politica intende mantenere al centro delle proprie agende.

Sotto ciascun simbolo posto sui cubi e sui manifesti, è collocato un QR code dal quale è possibile scaricare del materiale di approfondimento selezionato dai ragazzi stessi: citazioni di autori e autrici, riflessioni raccolte dalle parole che hanno condiviso nel corso degli incontri estivi e mini audio in cui sono registrati dialoghi fatti dai ragazzi. Le parole scelte invitano a parlare di uomini e di donne prima ancora che di violenza, con la consapevolezza che la responsabilità delle parole nello spazio pubblico incide sulla qualità delle nostre vite.

Guarda il video di Nondasola, cliccando qui. 

Guarda il video della Coop. Giro del Cielo, cliccando qui. 

 

Domenica 8 novembre 2020 "Uomini e donne: da dove ripartire?"

Volentieri segnaliamo l'iniziativa promossa dall'Associazione Maschile Plurale "Uomini e donne: da dove ripartire?" che si svolgerà Domenica 8 novembre 2020 tramite piattaforma Zoom. Un incontro pubblico nazionale di riflessione e discussione sulle trasformazioni del maschile e il rapporto tra i sessi. 

Riportiamo l'incipit della presentazione dell'evento. 

Cosa cambia se come uomini e come padri mettiamo al centro delle nostre relazioni il riconoscimento della vulnerabilità, dei bisogni e dei desideri di ciascuno, anziché l’ossessione per il controllo e l’autocontrollo?

Se ripensiamo il nostro corpo e il nostro sesso non come un’arma da scaricare ma come una soglia che si sporge a incontrare un altro desiderio?

Se proviamo a metterci in ascolto dei nostri diversi vissuti e bisogni, accettando la fatica del confronto e del conflitto anziché delegare ad “uomini forti” e ad esperti per trovare una via d’uscita?

Se testimoniamo un’idea di politica fondata sull’incontro e la convivenza tra diversi, anziché sulla chiusura e l’odio verso le alterità prossime e distanti?

Per proseguire nella lettura e dettagli dell'incontro, clicca qui. 

Ottobre 2020 - Le organizzazioni femministe, tra cui D.i.Re, scrivono a Conte

Disoccupazione femminile alle stelle, asili insufficienti, la didattica a distanza scaricata nuovamente sulle spalle delle donne, nessun accenno concreto a mettere la riduzione della disparità di genere al primo posto nella definizione dei principi che dovranno guidare gli impegni del Recovery Fund.

Per questo D.i.Re ha scritto al presidente del consiglio Giuseppe Conte a nome di tutte le organizzazioni di donne che hanno redatto il Position Paper “Il cambiamento che vogliamo. Proposte femministe a 25 anni da Pechino”.

Leggi la lettera, cliccando qui. 

Lettera aperta al Presidente Mattarella per Leonardo

Volentieri diffondiamo la lettera che Ilaria Sassone, madre di Leonardo, che le è stato sottratto dall'ex partner maltrattante lo scorso febbraio, ha indirizzato al Presidente della Repubblica Sergio Mattarella.

Ricordiamo che Nondasola aveva aderito alla campagna di solidarietà "Leonardo nel cuore" promossa dall'avvocata della donna, socia di Nondasola, in collaborazione con il Comune di Novellara. 

Egregio Presidente. 

Mi chiamo Ilaria e sono una cittadina italiana di 31 anni. 

Ma sono anche e soprattutto una madre, una madre che non vede suo figlio da ormai troppi mesi: il mio piccolo Leonardo, 4 anni compiuti lo scorso aprile, collocato presso di me a Reggio Emilia per decreto del Tribunale di Firenze, mi è stato sottratto e portato dal padre in Turchia. 

Il tutto è accaduto a febbraio di quest'anno, poche settimane prima del dilagare del Covid, e ad oggi purtroppo. nonostante io abbia attivato tutte le procedure necessarie, il bambino non mi è ancora stato restituito. 

le scrivo perché sono disperata e perché quello che mi è successo non deve più accadere. 


Leggi il testo integrale della lettera, cliccando qui. 

 

 

Ricordando 'la ragazza del secolo scorso', Rossana Rossanda

Volentieri segnaliamo un articolo a firma di Roberta Carlini, apparso sul blog Doppiozero.com, in ricordo della giornalista, scrittrice, femminista Rossana Rossanda, scomparsa il 20 settembre scorso a Roma. 

“Quello almeno era sicuro. Avrei letto e scritto”. Sfoglio freneticamente La ragazza del secolo scorso, appena dopo aver saputo da un trillio di notifiche che "la ragazza" non c’è più; e trovo questa riga, nel 1937 è deciso: “avrei letto e scritto”. Rossana Rossanda ha poi letto e scritto e fatto, per quasi un secolo. Le ragazze e i ragazzi di questo secolo, che vogliano imparare chi è stata Rossana nella storia della cultura e della sinistra italiana, lo troveranno scritto da lei, e da maestra (anche) di scrittura. [Ancora una frase, dalla prima pagina: “Sono nata negli anni venti a Pola con sconcerto delle anagrafi: nata a Pola (Italia), a Pola (Iugoslavia), a Pola (Croazia)”].

Leggi l'intero articolo, cliccando qui. 

Leggi anche l'Editoriale che le ha dedicato Il Manifesto, da lei fondato, cliccando qui. 

 

 

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