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"Di giorno in giorno Lotto" Nondasola verso l'8 Marzo 2020

Reggio Emilia, 06 Marzo 2020

Comunicato stampa

L’8 Marzo si avvicina in una situazione di emergenza globale che sta trasformando la nostra quotidianità e ci limita nel desiderio di essere presenti nello spazio pubblico per affermare il diritto di tutte le donne a vivere libere dalla violenza maschile. 

L’Associazione Nondasola non rinuncia però a prendere parola e lo fa su argomento ancora troppo trascurato: la violenza istituzionale, un tema conosciuto molto bene dalle donne che intraprendono percorsi di uscita dalla violenza e dalle operatrici dei centri che le affiancano. 

Nei percorsi istituzionali accade spesso che siano non riconosciuti o negati i presupposti della violenza, che si metta in discussione la parola della donna, che le sue scelte di vita siano giudicate. La letteratura e ancor meno il legislatore italiano hanno mostrato poca attenzione nei confronti della vittimizzazione secondaria, sebbene questo sia un processo molto importante rispetto alla tutela della coesione sociale. 

In tutti questi anni abbiamo raccolto direttamente molte domande da parte delle donne che ci hanno chiesto aiuto e tante altre le abbiamo sapute leggere tra le righe. Domande legate al bisogno di sapere leggere i propri diritti, di come potersi tutelare, di ottenere risposte per costruire il proprio percorso di uscita dalla violenza. Come ci ricorda Anna, una donna di 43 anni, una persona la puoi ingabbiare ma non le puoi togliere la dignità. La libertà e la dignità sono cose che non si possono togliere. 

Il primo rapporto GREVIO pubblicato sull'attuazione, da parte dell’Italia, della Convenzione di Istanbul, esprime soddisfazione per l’adozione di riforme legislative che pongono in es-sere misure concrete per porre fine alla violenza sulle donne. Tuttavia, si evidenziano anche le tante resistenze culturali che l’uguaglianza di genere incontra nel paese e l’emergere di una tendenza a reinterpretare la nozione di parità di genere in termini di politiche per la famiglia e la maternità con la riproposizione di modelli che limitano la libertà femminile. In Italia una donna su tre ha subito almeno un episodio di violenza nel corso della vita. Le donne che denunciano la violenza non ottengono misure di protezione efficaci, non sono credute nelle aule dei tribunali e rischiano di perdere i figli nelle cause di separazione. Non solo. Il numero dei femminicidi rimane costante nel tempo. 

Dal femminismo abbiamo appreso la forza di credere in noi stesse e di tutelare le conquiste dei nostri diritti nelle relazioni tra uomini e donne, senza la violenza, con l’esperienza e la competenza. Perché la parola di ogni donna sia creduta, ascoltata e accolta senza pregiudizi ovunque sia detta per chiedere giustizia, protezione, cambiamento. Non solo Lottomarzo ma tutti i giorni. 

Segnaliamo la campagna lanciata dalla Rete nazionale dei centri antiviolenza, D.i.Re Vio-lenza sulle donne. In che Stato siamo? accessibile al link: https://www.direcontrolaviolenza.it/violenza-sulle-donne-in-che-stato-siamo/

 

 

 

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