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Lotto Marzo Sempre. Femminismo: movimento in divenire, webinar 14 marzo ore 16.30

                                                      In occasione dell'8 marzo, l'Associazione Nondasola promuove, insieme a Non una di meno Reggio Emilia e Modena e la Casa delle donne di Modena, l'evento "Femminismo: Movimento in Divenire. Transfemminismo – identità di genere intersezionalità". 

L'evento si terrà il 14 febbraio alle ore 16.30 sulla piattaforma Zoom. Qui il link per partecipare.

"Tutte a casa – memorie digitali da un mondo sospeso", 8 marzo, 21.30 su LA7D

 “La mia unica via di salvezza, parlare con qualcuno che in realtà è come parlare con nessuno: questo alla fine è un diario – dice una giovane protagonista mentre si riprende con il suo smartphone – Serve per parlare con te stessa e poi serve a mandare dei messaggi agli altri, non si sa a chi. Qualcosa rimarrà. Sapere che qualcosa rimarrà, come i re chiedevano i ritratti ai pittori. Perché questa cosa rimarrà, almeno fino a quando esisterà il cinema. Speriamo per sempre”

(Dal film Tutte a casa, Memorie digitali di un mondo sospeso)

 

In occasione dell’8 marzo, ad un anno dall’inizio del lockdown dovuto all’emergenza sanitaria Covid19, andrà in onda in prima serata alle 21.30 su La7D, il documentario Tutte a casa – memorie digitali da un mondo sospeso realizzato dal collettivo Tutte a casa, per la regia di Nina Baratta, Cristina D’Eredità, Eleonora Marino.

Il film nasce dal collettivo "Tutte a casa" composto da 16 professioniste del mondo dello spettacolo e della comunicazione che si sono conosciute su una pagina Facebook i primi giorni di marzo 2020. Hanno quindi lanciato una call in cui chiedevano a donne di tutte le età e provenienze sociali di inviare video, realizzati con lo smartphone, in cui narrassero la loro “quarantena”, che cosa stesse accadendo nelle loro case. Davanti agli 8.000 video inviati da circa 500 donne, supportate da una regia a distanza, per la creazione di una narrazione dall’ampio respiro cinematografico sono state scelte alcune parole chiave: la casa, il corpo, la cura, la crisi, la rinascita, la libertà. Ne è nato un affresco di voci del lockdown da marzo a giugno 2020 in Italia, narrato dal punto di vista delle donne: un osservatorio alternativo rispetto alla narrazione mainstreaming, tutta al maschile, della pandemia. I media, durante la quarantena, davano spazio solo a virologi, politici e scienziati e nessuno conosceva “la versione delle donne”. Eppure oggi sappiamo che sono loro ad aver pagato il prezzo più alto della pandemia, in termini economici, lavorativi ma non solo.

 

"La rappresentazione di chi sopravvive", un percorso di letture sulle conseguenze del femminicidio a cura di Alessandra Pigliaru

Segnaliamo l'articolo "La rappresentazione di chi sopravvive" di Alessandra Pigliaru apparso su Il Manifesto lo scorso 21 Febbraio 2021, una riflessione sugli effetti del femminicidio a partire da due libri importanti e recenti, rispettivamente di Stefania Prandi (Le conseguenze. I femminicidi e lo sguardo di chi resta, Settenove) e di Alessandra Dino (Femminicidi a processo. Dati, stereotipi e narrazioni della violenza di genere, Meltemi). Cosa ne è della vita delle famiglie colpite da un femminicidio? Quali sono gli effetti di quel grave atto su chi e cosa rimane? Chi si prende carico di quelle sofferenze? Come è raccontata la violenza nel processo? Queste alcune delle domande a cui i due volumi provano a rispondere.

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Per non dimenticare la realtà - Comunicato stampa Nondasola

Reggio Emilia, 7 febbraio 2021

"Per non dimenticare la realtà" - Comunicato stampa

Di quale realtà parliamo in un tempo in cui questa tende a coincidere con la sola pandemia? Come Associazione NONDASOLA, che gestisce il Centro Antiviolenza CASA DELLE DONNE, vogliamo portare all’attenzione un’altra realtà spaventosa che investe l’esistenza delle donne e non le fa stare sicure nonostante il confinamento. Si chiama violenza maschile sulle donne, una realtà che uccide con la frequenza funesta di una donna morta ogni tre giorni e che ha visto crescere la sua virulenza nel periodo del lockdown. 

Di pandemia sistemica, inarrestabile, si dovrebbe parlare a proposito della violenza sulle donne, un sopruso che non ha confini e non lascia immuni le generazioni più giovani, tant’è vero che sono molte le giovanissime vittime di partner altrettanto giovani. Lo scorso mese la diciassettenne  Roberta Siragusa è stata uccisa e gettata in un burrone dal fidanzato diciannovenne, Pietro Morreale che ha poi dato alle fiamme il corpo della ragazza. I femicidi da sempre ci parlano di uomini che si avventano con ferocia sul corpo di donne e di figli/figlie. Sono storie che hanno radici in esistenze comuni dove ancora il potere maschile può decidere della vita e della morte delle donne in quanto donne. Sono storie di vite interrotte, di sogni difesi fino all’ultimo, storie di ragazze, di donne che hanno creduto di salvare con l’amore la loro relazione, di vite infantili spezzate. Sempre il gennaio scorso il piccolo Ludovico è stato massacrato con più corpi contundenti, insieme alla madre Teodora Cassanta, dal padre Alexandro Riccio che lo ha finito con una coltellata alla gola. Corpi e esistenze attraversate dalla pandemia della violenza maschile, dove il femicidio è l’esito fatale di un assedio psicologico e fisico che ha scandito le giornate di molte, troppe donne. 

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Ciao Angela - Il saluto di Nondasola alla compagna Angela Romanin

Cara Angela,

grazie per la tua generosità politica, professionale e d’animo. 

In tutti questi anni non ti sei mai sottratta alle tue responsabilità e con slanci, di cui subito dopo ti pentivi, facevi proposte, progetti, postavi lettere e letterine per non arrenderti  agli inevitabili contrasti o difficoltà propri di un lavoro di rete. Difficile pensare che non risponderai più, magari ad un messaggino di  mattino presto,  per vedere insieme come incastrare  l’ennesimo impegno comune. Quanto volte abbiamo condiviso la necessità di non lavorare da sole su temi così complessi e ad alta voce ti chiedevi “Sarà passato il messaggio dell'importanza del lavoro di formazione dei centriantiviolenza?” domanda che dava l’avvio  a ore di scambio e  di discussione dove, accanto alle  perplessità che la realtà ci rimandava, eri pronta a costruire opportune strategie politiche. 

Non ti sei mai fermata, la tua lotta a fianco delle donne ti ha vista da più di vent’anni figura di riferimento del Centro Antiviolenza di Bologna, come formatrice e attivista hai portato la voce delle donne in tanti contesti, anche sovranazionali. Noi, che siamo state con te anche nel  Coordinamento regionale dei centri Antiviolenza, sentiremo il vuoto del tuo infaticabile coinvolgimento e della tua bella presenza. Ci mancherai.

Grazie per il tuo esser-ci stata e per quanto hai condiviso e promosso tra e con le donne che abitano i Centriantiviolenza. 

 

#MeTooIncest: il movimento che scuote la Francia

Alcuni giorni fa, in Francia le attiviste del collettivo #NousToutes hanno lanciato l’hashtag #MeTooInceste, raccogliendo in due giorni più di 77.000 messaggi.

In poche righe, donne ma anche uomini adulti, hanno raccontato le violenze sessuali subite nell’infanzia da padri, patrigni, fratelli, cugini, zii, nonni, o, molto più raramente, da donne. Si aprono davanti ai nostri occhi storie atroci con caratteristiche comuni: la ripetizione, a volte per anni, di aggressioni e stupri; la solitudine della bambina/o, quasi sempre non ascoltata o non creduta; l’indifferenza e spesso la collusione dell’ambiente familiare o sociale; e poi una vita compromessa dalla violenza e dall’abbandono vissuti.

Continua a leggere l'articolo di Patrizia Romito apparso il 25 gennaio scorso su La27ora del Corriere, cliccando qui. 

LIBERE DI ESSERE, il video contest lanciato da D.i.Re per i/le giovani

Diffondiamo, tramite un articolo apparso sulla rivista online Noidonne.org, il video contest promosso dalla Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re, rivolto alle giovani generazioni, nell’ambito del progetto Libere di essere finanziato dal Dipartimento per le Pari opportunità con l’Avviso “Per il finanziamento di progetti volti alla prevenzione e contrasto alla violenza alle donne anche in attuazione della convenzione di istanbul”. Progetto alla cui realizzazione anche Nondasola ha contribuito nella figura di Alessandra Campani, responsabile dell'area formazione-prevenzione. 

Proporre una nuova narrazione della donna che subisce violenza, un'immagine che diversa da quella abitualmente rappresentata di occhi pesti, corpi sofferenti per andare oltre la logica della vittimizzazione spostando lo sguardo sul cambiamento, sul potere come possibilità, e che apra la strada a una diversa rappresentazione simbolica ed estetica.

Questo l'intento del progetto ideato da D.i.Re – Donne in rete contro la violenza: un video contest che vuole offrire ai/lle giovani l’occasione per contribuire creativamente all’affermazione della libertà femminile come condizione necessaria per prevenire la violenza maschile contro donne ragazze.

Continua a leggere, cliccando qui. 

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