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#noicisiamo - La campagna D.i.Re per le donne che subiscono violenza

#noicisiamo è l’hashtag con cui D.iRe diffonde uno spot realizzato per far conoscere alle donne che potrebbero subire violenza in questi giorni di forzata convivenza con partner maltrattanti quando chiamare in sicurezza e come trovare il numero di telefono del centro antiviolenza D.i.Re più vicino. 

A Reggio Emilia l'Associazione Nondasola che gestisce il centro antiviolenza Casa delle Donne, ed è parte della rete D.i.Re, c'è per tutte quelle donne che vorranno chiedere sostegno, ascolto, aiuto per fronteggiare una situazione di violenza. 

Guarda il servizio su Nondasola che Telereggio ha mandato in onda il 29 marzo 2020, cliccando qui. 

Guarda lo spot D.i.Re, cliccando qui. 

25 Marzo 2020 - La violenza domestica ai tempi del Covid19

25 Marzo 2020 - COMUNICATO STAMPA

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna riporta le preoccupazioni per le donne che subiscono violenza ai tempi dell’emergenza sanitaria

Se sottostare alle limitazioni imposte per prevenire la diffusione del Covid-19 è difficoltoso per tutti, lo è ancora di più per le donne che subiscono o hanno subito violenza. Durante questa reclusione forzata le donne sono esposte a un maggior controllo da parte dell’autore di maltrattamenti, innalzando il rischio per la loro incolumità. La chiusura delle scuole e dei centri diurni per anziani e persone non autosufficienti, da una parte aumenta il carico di lavoro di cura, e dall'altra rende maggiormente problematico l’allontanamento. 

I centri del Coordinamento vogliono far sapere a tutte le donne che possono uscire di casa per chiedere aiuto per motivi di violenza, portando con sé un'autocertificazione che compileranno solo nel momento dei controlli, dato che - anche nelle parole della ministra Elena Bonetti, si tratta di una situazione di necessità. Auspicano pertanto la massima attenzione e collaborazione da parte delle Forze dell’ordine preposte ai controlli in questi giorni perché facilitino le donne costrette ad allontanarsi da casa per motivi legati a violenza nelle relazioni di intimità. 

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Emergenza coronavirus: l'Associazione Nondasola continua ad esserci per le donne che subiscono violenza

In questo periodo di emergenza sanitaria il centro antiviolenza Casa delle Donne vuole continuare ad essere un sostegno per tutte le donne che vivono situazioni di violenza.

Nel rispetto delle disposizioni contenute del Dpcm dell'8 Marzo 2020 per contrastare l'emergenza sanitaria da COVID-19, le attività del centro saranno regolate come segue

  • sarà garantita l'accoglienza telefonica (0522/585643-44) dal Lunedì al Venerdì dalle 9 alle 13 e dalle 15 alle 18. Nelle restanti fasce orarie e nei week end resta attivo il servizio di segreteria.
  • saranno garantiti, in presenza, solo i colloqui con le donne che si trovano in una situazione di emergenza. I colloqui saranno sostenuti tenendo conto delle misure di protezione previste dalle disposizioni ministeriali (distanza di un metro, lavaggio mani, controllo temperatura, domande di monitoraggio sullo stato salute e contatti con soggetti a rischio)
  • per gli operatori della rete antiviolenza territoriale continuerà ad essere attivo il servizio H24
  • eventuali ingressi presso le strutture gestite dall'Associazione saranno valutati ed eventualmente gestiti seguendo tutte le misure di protezione previste dalle disposizioni ministeriali

Le presenti indicazioni saranno valide fino alla data del 3 Aprile. 

24 Marzo 2020 D.i.Re scrive al Governo chiedendo un intervento sinergico a livello nazionale

Dopo la lettera alla Ministra per le Pari Opportunità Bonetti, la rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re lancia il suo nuovo appello al Governo e al Parlamento perchè metta in campo interventi sinergici a livello nazionale a sostegno delle donne che subiscono violenza e dei centri antiviolenza. Di seguito il comunicato stampa. 

I Centri Antiviolenza, ancora una volta, sono in prima linea nel rispondere alle necessità delle donne che subiscono violenza.

L’azione di prevenzione della violenza e di aiuto alle donne che la subiscono va certamente incrementata con ogni mezzo possibile. A maggior ragione in questo momento occorre far sapere a ogni donna che i Centri sono operativi, che l’aiuto è possibile, che le reti esistono e che nessuna di noi intende recedere dal proprio lavoro quotidiano e costante in loro favore.

I centri antiviolenza della rete D.i.Re si sono tutti organizzati in modo da garantire:

  • reperibilità telefonica, nella maggioranza dei casi H24;
  • sostituzione dei colloqui previsti nei percorsi di fuoriuscita dalla violenza, compresi quelli con psicologhe e/o avvocate, sostituiti ove possibile con colloqui telefonici e Skype;
  • incontri di persona in sede, in particolare per i casi di emergenza, nel rispetto delle disposizioni per la prevenzione del contagio.

Le case rifugio dei centri antiviolenza della rete D.i.Re sono tutte attive, in parte già al completo, e le operatrici continuano a sostenere le donne e i/le loro figli/e ospiti. 

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Spagna: una delle risposte alla violenza maschile sulle donne ai tempi dell'emergenza Coronavirus

Segnaliamo un articolo apparso su Repubblica.it il 21 Marzo scorso che mette il luce una delle risposte poste in essere dal Governo regionale delle Canarie per sostenere le donne vittime di violenza domestica in questo periodo di emergenza sanitaria, il quale costringe moltissime donne a una convivenza forzata con il proprio aguzzino.  

La campagna è stata chiamata Mascarilla-19 il nome in codice che le donne possono usare per chiedere aiuto. Leggi l'articolo. 

L'impatto del Coronavirus sui centri antiviolenza della Rete D.i.Re

I centri antiviolenza della rete D.i.Re si sono subito organizzati per far fronte all'emergenza, ma ora la situazione comincia a mostrare tutte le sue criticità”, spiega Antonella Veltri, annunciando che “per questo abbiamo scritto alla ministra per le Pari Opportunità Elena Bonetti”.

Inizia così il comunicato stampa della Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re, rappresentati dalla voce della Presidente Antonella Veltri, che richiama l'attenzione sulla necessità di una strategia condivisa a livello nazionale per tutelare il lavoro dei centri antiviolenza in tempo di emergenza sanitaria e, quindi, la possibilità per le donne che subiscono violenza di continuare a rivolgervisi. Leggi il comunicatocliccando qui. E' ancora troppo presto per avere dei dati precisi ma è molto probabile che, seguendo ciò che è stato registrato in Cina, la convivenza prolungata all'interno delle mura domestiche stia aggravando la violenza subita da parte del partner, oltre a rendere più complicato chiedere aiuto. Leggi a tal proposito un articolo su Il Post, cliccando qui. 

Proprio stamattina, 18 Marzo 2020, su Rai Radio1, insieme ad Antonella Veltri, è stata intervistata la ministra Bonetti, chiedendo cosa il Governo pensa di mettere in campo per non lasciare sole le donne in situazioni di violenza. Ascolta il podcast dell'intervista, cliccando qui. 

"Leonardo nel cuore" Una campagna di solidarietà per una donna e un figlio vittime di violenza

L'Associazione Nondasola sostiene la campagna di solidarietà "Leonardo nel cuore" lanciata per sostenere una giovane donna, a cui è stato sottratto il figlio Leonardo di quasi 4 anni da parte dell'ex-partner maltrattante. Una storia di violenza subita due volte, da parte di un marito e da parte del sistema giustizia che non ha garantito adeguata protezione e sostegno alla donna.

Di seguito l'appello della campagna, promossa dall'avvocata della donna, socia di Nondasola, in collaborazione con il Comune di Novellara. 

Il 26 aprile prossimo Leonardo compirà quattro anni. La Sua mamma vorrebbe festeggiare il suo compleanno a Novellara dove abita, ma non è affatto sicura di poterlo fare perché la prima settimana  di febbraio il padre lo ha sottratto e portato in Turchia, dopo che il Tribunale di Firenze aveva deciso in via definitiva che il bambino dovesse rimanere con la mamma a Novellara.

Sono tre anni, da quando cioè la mamma di Leonardo si è resa conto della violenza economica e morale che subiva, ed ha deciso di interrompere la relazione con il padre di suo figlio, che è iniziata una battaglia senza precedenti: da subito il compagno ha imposto le sue volontà minacciandola di portare il bambino in Turchia dove lei non lo avrebbe rivisto.

Questa giovane donna ha denunciato tutto alle autorità ma è stata ritenuta una banale lite tra conviventi e non è stata adottata alcuna misura di protezione, Anche la procedura per decidere l’affidamento del bambino è stata “neutra” ovvero dalla parte del violento, ha ignorato la violenza della relazione e privilegiato il concetto di “bigenitorialità” come se i genitori fossero uguali ed egualmente positivi per il bambino.

Quando la battaglia legale si è conclusa, finalmente riconoscendo la positività della figura materna e la necessità che il bambino risiedesse presso la madre, il padre ha realizzato il suo primario scopo: sottrarre il bambino alla mamma.

Dal 6 febbraio la mamma non ha più potuto vedere, abbracciare, coccolare il suo bambino che non sa dove sia.

Ogni azione per rintracciare e riportare a casa Leonardo comporta atti, procedure, traduzioni, contatti con ambasciate, avvocati, che costano e la mamma che lavora come banconista non ha i mezzi per farvi fronte.

Leonardo è nel cuore di ognuna/ognuno di noi, aiutiamo la mamma a riportarlo a casa.

Possiamo farlo con iniziative, donazioni, sul conto corrente…..

LEONARDO NEL CUORE - CODICE   IBAN  IT39X0103012802000010006303

Guarda l'appello su Reggio online. 

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