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Luglio 2019 - Si continua a parlare di violenza sulle donne con Nondasola

Segnaliamo due iniziative 'estive' di sensibilizzazione e approfondimento della violenza maschile sulle donne, che vedono protagonista l'Associazione Nondasola. 

Nell'ambito della rassegna "Diritti al cinema", l'11 luglio 2019 presso l'Aula Magna Manodori di UNIMORE, in collaborazione con il Corso di Psicodinamica delle relazioni familiari,  si terrà “Il rifiuto del figlio di incontrare un genitore: il minore tra avvocati, CTU, Giudice, Servizi Sociali”. Il tema di scottante attualità viene affrontato in una Tavola Rotonda coordinata dall’Avv. Giovanna Fava, socia di Nondasola, con la partecipazione di Avv. Alessandra CAPUANO (Foro di Vicenza, già componente esterna Commissione Famiglia CNF), Dott. Maria Serenella PIGNOTTI (pediatra e medico legale, ass. Federico nel Cuore) e Dott. Francesco PARISOLI (Presidente di Sezione del Tribunale di Reggio Emilia).

Martedì 16 Luglio 2019 alle ore 21 presso il Circolo Ricreativo di Via Veneto a Novellara l'appuntamento è con “ALLA LUCE DEL SOLE: la violenza maschile sulle donne". Intervengono Alessandra Campani – socia fondatrice di Nondasola e Maria Stella D’Andrea – medico legale e criminologa clinica. 

A tre anni dalla scomparsa ricordiamo Marta e ringraziamo la sua famiglia

3 Luglio 2019  Comunicato stampa

Marta ci ha lasciate tre anni fa, è stata socia fondatrice dell’Associazione Nondasola, attivista volontaria e responsabile dell’area ospitalità alla Casa delle Donne. Abbiamo conosciuto quanta forza e determinazione animassero il suo grande desiderio di lavorare a sostegno delle donne nei percorsi di uscita dalla violenza maschile e dei loro figli/e. Donna di grande sensibilità sapeva avvicinarli/e con l’impegno e  l’intelligenza del cuore  che la connotavano e l’avevano  distinta come docente al Liceo Moro. 

La famiglia vuole ricordare Marta sostenendo Nondasola con una generosa donazione, a favore del progetto sulla violenza assistita/convissuta ‘Lo spazio del possibile’. 

Già nel 2013, un gruppo di operatrici e volontarie - tra le quali Marta- avviò una riflessione interna  su questa importante problematica. Spesso, infatti, ci dimentichiamo delle conseguenze drammatiche che la violenza subita dalla madre provoca nei figli e figlie che assistono. E’ allora decisivo accendere l’attenzione su di loro per riscattarli da un vissuto che non dovrà essere un destino, offrire loro qualche opportunità in più di resistenza e di affermazione di sé, per una crescita il più possibile sana e serena. 

Noi donne di Nondasola ringraziamo allora la famiglia Banfi per il sostegno concreto al nostro progetto, che, dal 2015, realizza laboratori esperienziali  per le donne ospiti e i loro figli/e. Grazie all’apporto competente di professioniste esperte, questi laboratori rappresentano degli spazi di possibilità per viversi in un contesto non violento e non giudicante, sperimentarsi nell’utilizzo delle proprie risorse in termini creativi ed evolutivi. Fino ad oggi sono state coinvolte 29 donne con i loro 40 figli/e, con risultati molto incoraggianti.

La donazione ricevuta sarà destinata in particolare al laboratorio di Musicoterapia.  

 

Giugno 2019 - Solidarietà alla capitana della Sea Watch

28 Giugno 2019 - Comunicato stampa congiunto

Associazione Casa delle donne contro la violenza di Modena e Associazione Nondasola ONLUS

A proposito della situazione della Sea Watch, che è in continua evoluzione, ci sentiamo di affermare quanto segue: 

1.Plaudiamo al coraggio mostrato dalla capitana, Carola Rackete, per le scelte intraprese e anche per la recente dichiarazione: “La mia vita è stata facile, ho potuto frequentare tre università, sono bianca, tedesca, nata in un Paese ricco e con il passaporto giusto. Quando me ne sono resa conto ho sentito un obbligo morale: aiutare chi non aveva le mie stesse opportunità.”

2.Ricordiamo che a bordo della Sea Watch, come in tutte le situazioni simili, oltre a quelli che subiscono una discriminazione in quanto migranti, ci sono donne che subiscono una doppia discriminazione; il ritorno in Libia, per loro, significherebbe rivivere stupri e violenze. 

Noi, come Associazioni contro la violenza alle donne, ribadiamo che l’unica strada per consentire a queste donne e a questi uomini di mettersi in salvo è in prima battuta garantire loro un porto sicuro in cui sbarcare e, in secondo luogo, favorire la regolarizzazione della loro permanenza in Italia. 

Tutto questo affinché si chiuda il circuito di violenza da cui stanno cercando fuggire. 

 

"Un calcio alla violenza" - La solidarietà del Coordinamento regionale dei centri antiviolenza alla Nazionale femminile di calcio

Comunicato stampa, 24 Giugno 2019

Il Coordinamento dei centri antiviolenza dell’Emilia-Romagna esprime solidarietà alle calciatrici della nazionale femminile e condanna gli attacchi sessisti. 

La nazionale maschile di calcio non si è qualificata agli ultimi mondiali, la nazionale femminile non solo si è qualificata ai mondiali 2019, ma è prima nel suo girone, dimostrando talento, passione e professionalità. Che trattamento stanno ricevendo le atlete azzurre per questo successo? Scarsa visibilità mediatica, nessuna o quasi autorità sugli spalti, una “partecipazione” e un interesse per niente paragonabili a quelli che ricevono gli Azzurri. 

Come se questo non bastasse, ad attendere le atlete dopo ogni partita una triste sequela di commenti sessisti, battute sgradevoli, commenti denigratori, insulti. L’ultimo caso, lo scorso mercoledì: lo squallido post su Facebook di Cristian Panarari, ex consigliere comunale a Reggio Emilia ed ex portavoce del Movimento 5 Stelle, che commenta la foto di una giocatrice facendo una chiara allusione sessuale. Il post ha richiamato l’attenzione anche della vicepresidente della Camera, Maria Edera Spadoni, anche lei M5S, che ne ha chiesto l’espulsione dal partito. Nella stessa giornata di mercoledì 19 giugno, Il Foglio pubblica un articolo di Camillo Langone che addirittura invita a “bucare il pallone” alle giocatrici di calcio, sostenendo che le giocatrici incarnano un modello contronatura di femminilità.

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Martedì 2 luglio 2019 -Cena a sostegno di Nondasola alle Ciminiere

Il Circolo ARCI Le Ciminiere di Cà de Caroli (Scandiano) promuove, con il patrocinio del Comune di Scandiano, una serata di solidarietà e riflessione sul tema della violenza contro le donne. L'appuntamento è per Martedì 2 Luglio 2019 a partire dalle ore 20.30 con la cena su prenotazione (costo 15 euro a persona). 

A seguire il dibattito, condotto dall'esperta in studi di genere Elisabetta Salvini, con Carmen Marini dell'Associazione Nondasola e Marco Deriu di Maschile Plurale, "Dì che sei caduta dalle scale...". 

Info e prenotazioni al 351/5715260 o Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

13 giugno e 19 giugno 2019: presentazione dei risultati del Progetto di prevenzione "A cerchi d'acqua"

Saranno i ragazzi e le ragazze del Gruppo Volare Alto (nato all'interno della Coop. sociale Giro del Cielo) i/le protagonisti/e delle serate di Giovedì 13 giugno ore 18.30 presso la Sala Civica di Via Wybicki e Mercoledì 19 giugno 2019 ore 19.30 presso la Ghirba di Via Roma.

Restituiranno infatti i risultati del progetto di prevenzione della violenza maschile "A cerchi d'acqua", realizzato grazie ai fondi dell'Otto per Mille della Chiesa Valdese e in collaborazione con Nondasola.

Durato oltre un anno, il progetto, attraverso un'indagine sul territorio reggiano, ha interrogato la percezione dei/lle giovani dai 15 ai 22 anni rispetto alla violenza nelle relazioni affettive tra coetanei/e, al vivere lo spazio pubblico in quanto maschi o femmine, al contesto culturale e alle aspettative di genere. 

 

La violenza sulle donne non va in vacanza..

Ancora un'altra donna uccisa dal marito, da cui si stava separando, ancora un'altra figlia, di soli 10 anni, a chiamare aiuto dopo aver trovato la madre morta. E' successo a Cisterna di Latina, già teatro di altre efferate violenze maschili, il 9 giugno scorso. Leggi l'articolo su Reppubblica. A soli due giorni dall'uccisione, per mano dell'ex convivente, di una donna nel vicentino. 

Del resto, risulta inutile, ancorchè particolarmente odioso, commuoversi o indignarsi di fronte a questa 'carrellata degli orrori' se non si riesce a cogliere chiaramente il nesso tra questi singoli atti di potere sulla vita delle donne e ciò che quotidianamente attraversa il nostro sguardo e le nostre orecchie relativamente alle relazioni tra uomini e donne. Ricacciate tenacemente in rappresentazioni trite, svilenti, e profondamente violente verso il femminile libero, autodeterminato. Rappresentazioni a cui tante relazioni (in carne e ossa) rifiutano di sottostare ma che continuano a intossicarci. Gli applausi, le risate, la complicità che le tante 'battute' sessiste di Vittorio Sgarbi hanno ricevuto a Reggio Emilia, lo confermano. Leggi l'articolo di Scansani sulla Gazzetta di Reggio. 

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