A piedi nudi verso Itaca. Storie di donne libere dalla violenza.

 

Spettacolo teatrale, nella forma di monologhi, promosso da Associazione Nondasola Onlus, in collaborazione con la Bottega creativa di Amélie. Un gruppo di attrici non professioniste su un palcoscenico per dare corpo e voce a donne che ce l'hanno fatta.

In nome di tutte le donne che, in questi vent’anni, hanno scelto e praticato il valore della libertà femminile contro la cultura della violenza maschile. Donne che, grazie alla relazione con l'Associazione Nondasola sono riuscite ad uscire da situazioni di violenza e a riprendersi, a testa alta, la loro vita.

Perché uno spettacolo teatrale su questo tema?

Da diversi anni, fortunatamente, i media (vecchi e nuovi) hanno dato una sempre crescente visibilità al fenomeno drammatico della violenza maschile sulle donne, contribuendo senza dubbio a rompere quel velo di ‘segretezza’, vergogna, complicità che per troppo tempo ha oscurato la violenza agita dagli uomini su mogli, fidanzate, sorelle, compagne, ex. La violenza, quella all’interno delle relazioni di intimità, non solo più frequente ma anche più complicata da interrompere perché al maltrattamento si mescolano amore, sogni, progetti di vita, i figli e le figlie, il ricatto economico, della famiglia, della comunità. Noi operatrici del centro antiviolenza abbiamo imparato a conoscere questa complessità attraverso le storie delle donne che ce l’hanno raccontata e insieme ad esse abbiamo costruito percorsi, modalità, strategie, relazioni utili a riconoscerla e affrontarla. Tutti i tipi di violenza fisica, psicologica, sessuale, economica, stalking. Percorsi difficili quelli che le donne accolte hanno scelto di intraprendere, disseminati di inciampi, minacce, paure, dubbi, con il rischio di ‘essere ricacciate indietro’ per un’autonomia economica che stenta ad arrivare, per i tempi della giustizia che non coincidono con il bisogno tempestivo di protezione, per un permesso di soggiorno concesso per ricongiungimento familiare. E nonostante tutto questo, tante donne ce la fanno, ce l’hanno fatta. Ad allontanare dalla loro vita la violenza, riacquistare fiducia, restituirsi forza e dignità, re-inventarsi come donne mettendo al centro il proprio desiderio.

Ma quanto spazio le narrazioni mediatiche danno a tutto ciò? Poco, troppo poco, se consideriamo che nella stragrande maggioranza dei casi la violenza subita dalle donne finisce per occupare le pagine della cronaca nera, con un’attenzione quasi morbosa ai dettagli macabri della violenza e/o alla ricerca di elementi che possano ‘spiegare’ il gesto violento nei confronti della vittima. Vittime infatti, vengono chiamate e descritte le donne, bisognose di aiuto e incapaci di difendersi da sole. Poi, più nulla. A parte la risonanza data ad alcune donne uscite vive dalla violenza e diventate ‘punto di riferimento’ nel contrasto alla violenza (Lucia Annibali, Malala Youssef), i media sembrano davvero poco interessati a raccontare le tante risorse che le donne mettono in campo dopo la violenza subita.

E’ questo ‘dopo’ che lo spettacolo vuole illuminare, a partire da interviste che Nondasola ha realizzato con alcune delle oltre 5.000 donne che si sono rivolte al centro antiviolenza e hanno intrapreso un percorso di uscita. Sul palcoscenico intrecci di vite e storie che parlano di libertà, determinazione e relazione tra donne.

Lo spettacolo ha debuttato al Teatro San Prospero il 23 novembre 2018.

Leggi il comunicato stampa.

Per info e richieste sullo spettacolo scrivi a info@nondasola.it