Lo spazio del possibile
“I laboratori sono spazi di libertà creativa,
con regole, tempi, limiti da rispettare,
spazi protetti, spazi di mediazione e collaborazione con altri/e,
processi che la violenza fa disapprendere, mettendo di fronte ad imprevedibilità, pericolo, paura, vulnerabilità, impotenza, punizione.”
A partire dalla conoscenza delle conseguenze che la violenza convissuta/assistita genera sulla relazione madre-figli/e, le donne ospiti insieme ai loro figli/e hanno l’opportunità di partecipare a laboratori creativi che spaziano dalla musica, alla danza, alla creazione artistica (disegno, creta, burattini…). Tali attività sono pensate, strutturate e realizzate assumendo il paradigma della resilienza (Malaguti, Cyrulnik 2005) e adeguandolo alla metodologia di accoglienza del centro antiviolenza.
Gli obiettivi che caratterizzano queste attività sono:
offrire nuovi spazi di possibilità alle donne ed ai loro figli/e di ripensarsi in relazione positiva nell’ambito di un contesto non violento e non giudicante, sperimentando la ri-scoperta e il potenziamento delle proprie risorse
rendere possibile l’esplicitazione dei vissuti emotivi legati alla violenza subita e/o assistita, garantendo contenitori relazionali capaci di accoglierli.
La partecipazione è una libera scelta delle singole donne, cui viene proposto e illustrato ogni laboratorio dalle operatrici di Ospitalità in una riunione dedicata.
Ogni percorso laboratoriale è gestito da professioniste esperte e da due educatrici. Il compito di queste ultime è osservare le interazioni e i comportamenti di madri e figli/e alla luce di indicatori di resilienza, che rappresentano ‘leve’ su cui agire nei singoli percorsi di ospitalità.
Al termine del laboratorio, le operatrici di Ospitalità incontrano le donne per una libera restituzione sull’esperienza attraversata con i propri figli/e.
Le parole delle donne
“… il laboratorio è un tempo solo per la mamma ed il suo bambino, dove resta fuori tutto, il lavoro, la casa, tutto… stacchi da tutto…. A me piace la parola “creazione”, non vedo l’ora di fare questi laboratori…”
“… il laboratorio mi fa pensare ad un aiuto per andare avanti e crescere i nostri figli/e…”
“… prima mia figlia mi chiedeva di giocare con lei e io la lasciavo sola, ora trovo un momento per fare cose con lei…”
“…partecipare al laboratorio ha valore anche per sé, di stare con le altre mamme…”