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Ottobre 2018 "Io siamo noi, tanti io" un ciclo di letture per bambini e bambini a cura di Nondasola

Nell'ambito dei Bibliodays 2018, e con il finanziamento del Progetto AZIONE sostenuto dalla Regione Emilia Romagna, l'Associazione Nondasola, insieme all'Ufficio Pari Opportunità e Officina Educativa del Comune di Reggio Emilia, promuove il ciclo di letture Leggere tra le righe delle differenze - Io siamo noi, tanti io.

Rivolte a bambini e bambine nella fascia di età 3/6 anni, sarnno proposte suggestive letture sul tema delle identità di genere e degli stereotipi, curate dalle volontarie di Nondasola e dai volontari Natiperleggere e NatiperlaMusica. 

Sei incontri, uno presso ogni Biblioteca della città, per un viaggio alla scoperta di sè e dell'altro/a, di ciò che accomuna e ciò che rende unici. 

Scopri il calendario del ciclo di letture. 

 

 

 

Festivaletteratura Mantova 2018: lo spettacolo della Agnello Hornby sulla violenza domestica solleva più di una perplessità

Pubblichiamo la lettera aperta di Adriana Lusvarghi e Carmen Marini, socie di Nondasola, a Simonetta Agnello Hornby sullo spettacolo "Credevo che" presentato al Festival della Letteratura lo scorso 6 settembre a Mantova e la successiva intervista della scrittrice apparsa su Repubblica il giorno dopo. 

Il Festivaletteratura di Mantova giovedì 6 settembre aveva in programma “Una performance in parole e musica per parlare della violenza domestica”, ideata da Simonetta Agnello Hornby,  famosa  come romanziera, ma che in questa occasione avrebbe rievocato la sua esperienza di avvocata specializzata in violenza sulle donne. Nel 2013 infatti era uscito il libro  dal titolo “Il male che si deve raccontare” scritto in collaborazione con Marina Calloni. L’occasione poteva essere interessante. Come resistere? Per chi come noi opera in un Centro Antiviolenza era un’occasione per guardare alla violenza da un punto di vista artistico. Parole e musica ci dicevamo, chissà quali emozioni, chissà come avrà dato voce alle donne.
Invece.
Non siamo riuscite a emozionarci nonostante i drammatici racconti letti dalla scrittrice, dove risaltavano crudi episodi di violenza fisica e sessuale. La voce della cantante jazz e regista  Filomena Campus  ha accompagnato con sensibilità  le parole di Simonetta che rimanevano confinate nella crudezza dell’evento e non lasciavano spazio alla soggettività delle donne e alla possibilità di uscirne vive dalla violenza maschile. Perché donne vittime e basta,  lasciando sullo sfondo  la grande forza che dimostrano nel ribellarsi? Perché uomini mostri nei quali il genere maschile non potrebbe certo riconoscersi? Perché di fronte a una platea numerosissima continuare a diffondere questo messaggio? Donne vittime da salvare, da assistere e niente di più. Nessun accenno ai Centri Antiviolenza, se non per il fatto di nominare una volta o due la parola ‘rifugio’, senza specificare di che rifugio si trattasse. Nessun rimando alla possibilità di trasformazione che passa dal mettersi in gioco ciascun uomo e ciascuna donna a partire da sé.

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Ddl Pillon su affido condiviso: la battaglia della Rete nazionale Dire per ritirarlo

La Rete nazionale dei centri antiviolenza D.i.Re, di cui anche Nondasola fa parte, è impegnata, insieme ad altre associazioni nazionali, a contrastare l'arrivo in Parlamento del Ddl Pillon, un disegno di legge sull'affido congiunto che, se approvato, renderebbe ancora più difficile per una donna con figli/e mettere fine alla situazione di violenza che sta vivendo per mano del partner. 

Una petizione sulla piattaforma Chenge.org, la richiesta di un'audizione in Commissione Giustizia al Senato e una mobilitazione di piazza convocata a Roma per il 10 novembre. Queste le prime mosse tempestive messe in campo da D.i.Re, per salvaguardare ancora una volta i diritti delle donne che subiscono violenza.

Leggi la petizione. 

 

Quando le narrazioni mediatiche diventano 'tossiche' sui casi di violenza sessuale

Segnaliamo un articolo di Eretica apparso alcuni giorni fa sul Fatto Quotidiano che ci ricorda quanto i media possano (o no) fare la differenza nel racconto di casi di stupro a danno delle donne. La scelta delle immagini, l'uso di alcune parole e non altre, dare visibilità ad alcuni dettagli e oscurarne altri può innescare processi di vittimizzazione secondaria per le donne e neutralizzare la matrice della violenza maschile di genere. 

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Ancora sulla violenza sessuale contro le donne

Reggio Emilia, 9 Agosto 2018

Comunicato stampa

Non uscire, non frequentare certi spazi della città, non bere, non dare confidenza, non divertirti, attenta a come ti vesti,  non VIVERE! 

In queste ultime settimane, nel nostro paese e nella nostra città, ancora episodi di violenza sessuale in spazi pubblici a danno delle donne, della loro e della nostra libertà. Ma notizie simili ci arrivano anche da altri paesi europei, che però si stanno muovendo per garantire, nei fatti e non solo a parole, il diritto delle donne a vivere libere dalla violenza. 

“Non tacere, perché se lo fai ti stai lasciando sopraffare. Nessuno dovrebbe passare attraverso questo. Nessuno dovrebbe rimpiangere di aver bevuto qualcosa, di parlare con la gente a una festa, di tornare a casa da solo o di indossare una minigonna”. Queste le parole scritte dalla donna vittima di uno stupro di gruppo, che, in Spagna, ha recentemente suscitato un’ondata di proteste. E, in risposta, il governo socialista di Sanchez sta per introdurre una nuova legge che prevederà il principio del consenso esplicito: se una donna non dice chiaramente sì al rapporto sessuale, quest’ultimo sarà considerato stupro. 

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Giovedì 26 Luglio 2018 ore 20.30 - Una passeggiata silenziosa in solidarietà della ragazza stuprata nella nostra città

Reggio Emilia, 25 Luglio 2018

Comunicato stampa

L’Associazione Nondasola, presidio cittadino contro la violenza alle donne, esce dalla Casa per andare nelle strade e precisamente per segnare con la solidarietà femminile il luogo che ha visto agire una violenza sessuale su una giovane donna domenica scorsa.

Noi che continuiamo a lottare contro la cultura machista che non ha nazionalità, né colore,  vogliamo ribadire con forza che il corpo delle donne non è a disposizione di chiunque e che ogni atto sessuale si fonda sempre e solo sul reciproco consenso.

Infatti Nondasola continua a promuovere una prevenzione che coinvolge ragazze e ragazzi in percorsi esperienziali e di riflessione per rintracciare insieme le radici della cultura dello stupro che si oppone alla cultura della vita.

“Perché io?” “ Perché proprio a me?” “Per nessuna ragione particolare” come ricorda il tiolo di una nostra recente pubblicazione.

Essere donne espone a una violenza che è reato. Ci vuole immaginazione per il cambiamento della relazione tra i sessi, ci vuole immaginazione politica  per una nuova ‘polis’. Riuscire a immaginare una città diversa e un diverso modo di abitarne gli spazi privati e pubblici.

Per questo invitiamo tutti, donne e uomini di questa città, a una passeggiata silenziosa giovedì 26 luglio ore 20.30 partendo da via Petit Bon. 

 

Luglio 2018 - Nessuna aggravante se la vittima di stupro è ubriaca. A dirlo è la Cassazione.

16 Luglio 2018 - Nel caso di uno stupro, se la vittima è ubriaca per avere assunto volontariamente alcol, alla pena non può essere aggiunta l'aggravante del ricorso a sostanze alcoliche o stupefacenti. Lo ha stabilito la Cassazione, che ha disposto un nuovo processo su un caso di violenza sessuale di gruppo, nel quale la Corte d'Appello di Torino, nel condannare due cinquantenni, aveva applicato anche l'aggravante di "aver commesso il fatto con l'uso di sostanze alcoliche".

Segnaliamo in proposito due interessanti articoli, rispettivamente di Monica Lanfranco, apparso su Noidonne.org (per leggerlo clicca qui) e di Michela Marzano su Repubblica (per leggerlo clicca qui). 

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